San Felice, oltre 400 ulivi cercano nuovi custodi fino al 2030
Il Comune affida a cittadini, associazioni e aziende la cura degli uliveti sociali. Domande entro il primo settembre: previsti anche due lotti per le scuole.
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San Felice del Benaco. A San Felice del Benaco (Brescia) si cercano nuovi custodi per oltre 400 ulivi. Il Comune ha pubblicato il nuovo bando per l’assegnazione degli uliveti sociali, un progetto che punta a coinvolgere direttamente cittadini, associazioni e aziende nella gestione e nella valorizzazione del patrimonio verde pubblico.
L’assegnazione avrà una durata dal 2 settembre 2026 al 31 dicembre 2030 e interesserà numerosi lotti distribuiti tra San Felice, Portese e Cisano. Le aree coinvolte comprendono, tra le altre, via Benaco, il parco Roccolino, le Paludi, via Boschette, via Marconi, via Vallette e via San Giovanni.
Gli uliveti comprendono esclusivamente le piante e gli spazi indispensabili alla loro manutenzione. Il terreno resterà infatti di proprietà comunale e continuerà a essere fruibile dalla collettività.
Possono presentare domanda i residenti di San Felice del Benaco, le aziende e le associazioni con sede nel territorio comunale. Anche i non residenti potranno partecipare, ma potranno ottenere soltanto gli eventuali lotti rimasti liberi dopo l’assegnazione ai residenti.
Particolare attenzione è stata riservata alle scuole: il Comune ha infatti destinato due lotti agli istituti scolastici del territorio, che potranno utilizzarli per attività didattiche e formative legate alla coltivazione dell’olivo.
Le domande dovranno essere presentate entro le 12 del primo settembre. La graduatoria sarà formata seguendo l’ordine cronologico di arrivo delle richieste. Nel caso in cui più persone indichino lo stesso lotto, l’assegnazione avverrà attraverso un sorteggio.
Ogni domanda dovrà contenere almeno tre preferenze, mentre ogni nucleo familiare potrà presentare una sola richiesta.
L’assegnazione non significa soltanto avere il diritto di raccogliere le olive. Chi otterrà un lotto dovrà infatti assumersi una serie di precise responsabilità nella cura delle piante.
Il disciplinare prevede la potatura primaverile, lo spollonamento, la concimazione, la pulizia e la manutenzione periodica, oltre alla raccolta completa delle olive e allo smaltimento del materiale vegetale prodotto dagli interventi.
Il raccolto non potrà essere commercializzato, fatta eccezione per alcune specifiche situazioni previste dal regolamento per associazioni e società. Il mancato rispetto degli obblighi potrà inoltre comportare l’esclusione dai successivi bandi.
L’obiettivo dell’Amministrazione è quindi duplice: evitare l’abbandono degli ulivi di proprietà pubblica e trasformare la loro gestione in un’esperienza di partecipazione e cura condivisa del territorio. Un modo per valorizzare anche attraverso l’impegno dei cittadini una delle colture più caratteristiche del paesaggio gardesano.







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