Salò, fatta brillare la bomba della Prima Guerra Mondiale riaffiorata sulla spiaggia

Operazione lampo degli artificieri dell'Esercito nella tarda mattinata di martedì per neutralizzare la granata d'artiglieria ancora attiva. L'ordigno, individuato sul bagnasciuga di via Tavine è stato fatto scoppiare in sicurezza.

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Salò. Una granata d’artiglieria risalente alla Prima Guerra Mondiale è stata fatta brillare nella tarda mattinata di martedì 18 agosto 2026, dopo essere riaffiorata sulle coste del lago di Garda a Salò. L’ordigno bellico, ancora carico e potenzialmente molto pericoloso, è stato neutralizzato in piena sicurezza dagli artificieri dell’Esercito Italiano appartenenti al 10° Reggimento Genio Guastatori di Cremona. L’operazione ha richiesto l’attivazione dei protocolli di sicurezza e il temporaneo isolamento di un tratto della spiaggia cittadina.
Il ritrovamento sul bagnasciuga
L’allarme è scattato nel pomeriggio di lunedì 17 agosto, quando alcuni frequentatori della spiaggia di via Tavine, situata a pochi metri dalla riva e proprio davanti al parcheggio del cimitero di Salò, hanno notato un oggetto metallico insolito adagiato sul fondale a pochissima profondità. Il residuato bellico, identificato successivamente come una granata d’artiglieria della Grande Guerra, è riaffiorato dal bagnasciuga probabilmente a causa del costante movimento delle acque lacustri e delle specifiche correnti del tratto costiero.
Subito dopo la segnalazione dei bagnanti, i carabinieri della locale compagnia sono intervenuti per constatare la situazione. I militari hanno fatto scattare le procedure d’emergenza, provvedendo allo sgombero immediato della porzione di spiaggia interessata. Per garantire l’incolumità pubblica, è stato istituito un perimetro di sicurezza con il totale divieto di transito per i pedoni e il divieto assoluto di sosta per i veicoli nelle aree adiacenti. L’area è rimasta presidiata dalle forze dell’ordine per tutta la notte in attesa dell’arrivo degli specialisti della difesa.
Le operazioni di rimozione e brillamento
Nella mattinata di martedì, gli artificieri dell’Esercito del Genio di Cremona sono giunti sul lungolago di Salò. Dopo un attento esame sul posto, i tecnici militari hanno confermato che l’ordigno era una granata d’artiglieria ancora dotata del suo carico esplosivo originario. Valutate le condizioni della spoletta e della struttura, gli esperti hanno deciso di non procedere con la rimozione fisica dell’oggetto per evitare rischi.
Accertata l’impossibilità di muovere la granata a causa della degradazione della spoletta originaria, gli artificieri hanno predisposto una micro-carica esplosiva mirata a innescare la reazione controllata dell’ordigno. Una volta verificata la totale assenza di persone all’interno del raggio di sicurezza, i tecnici hanno dato il via alle operazioni. Il brillamento è avvenuto senza alcun intoppo o danno alle strutture adiacenti. Al termine dell’esplosione e della successiva bonifica dell’area di detonazione, i divieti a Salò sono stati revocati, restituendo la spiaggia di via Tavine alla normale fruizione di residenti e turisti.
I precedenti sul Garda
Il fondale e le coste del bacino lacustre del Garda continuano a restituire a distanza di decenni numerosi residuati e munizionamenti risalenti ai conflitti mondiali del Novecento. La stessa area di via Tavine non è nuova a episodi di questo genere: nel dicembre del 2024, infatti, alcuni subacquei avevano individuato una vecchia bomba a mano adagiata sul fondale a poca profondità, richiedendo anche in quella circostanza l’attivazione dei protocolli di bonifica e il successivo brillamento da parte degli specialisti della Marina Militare e degli artificier

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