L’ora illegale: quando lo scippo del Rolex diventa il nuovo sport dell’estate

Bande ultra-specializzate e colpi con poco rischio. Milano, Roma, Napoli e persino la provincia bresciana sono nel mirino dei cacciatori di Rolex e Patek Philippe. Ecco una guida (semiseria) con i trucchi da evitare per salvare l'orologio prima che finisca l'estate.

Brescia. L’estate non è più solo una questione di grigliate sul Garda, tintarella in piscina e canicole cittadine. Da qualche tempo, il vero sport nazionale – che unisce idealmente le grandi metropoli come Milano, Roma e Napoli alla nostra operosa provincia – è lo scippo dell’orologio. I polsi dei bresciani facoltosi e dei turisti di passaggio che non rinunciano a ostentare lancette da migliaia di euro sono diventati i veri bancomat a cielo aperto della stagione, ridefinendo il concetto stesso di alta orologeria itinerante.
Se una volta i malviventi si accontentavano del classico portafoglio, oggi le bande dimostrano una competenza tecnica da far invidia ai maestri periti di Ginevra. Riconoscono una referenza d’acciaio a trenta metri di distanza e sanno calcolare il valore di mercato (con i relativi ricarichi del mercato grigio) prima ancora che la vittima possa gridare “Aiuto”.
La Leonessa senza lancette: i casi di casa nostra
Chi pensa che la nostra provincia sia un’isola felice al riparo dalla paranza del ticchettio farebbe bene a guardare le cronache locali. Brescia non ha nulla da invidiare a via Montenapoleone o ai Parioli. Le bande di professionisti considerano il ricco tessuto bresciano una delle tappe più remunerative delle loro trasferte estive.
L’agguato nel garage (il colpo da 70 mila euro). Una delle dinamiche più inquietanti ha colpito un imprenditore locale direttamente nel box di casa. Pedinato con cura millimetrica, l’uomo è stato aggredito da un malvivente con casco integrale appena spento il motore dell’auto. Dopo una violenta colluttazione, gli è stato letteralmente strappato dal polso un orologio da 70.000 euro. Gli inquirenti hanno poi accertato che gli autori facevano parte di una batteria di specialisti arrivati in trasferta direttamente dalla Campania.
La Banda delle Parrucche. Sempre in città, un altro concittadino ha visto polverizzarsi dal polso un preziosissimo Patek Philippe di grande valore. La Polizia ha poi intercettato i quattro responsabili a bordo di un furgone attrezzato con strumenti radio e diverse parrucche, usate per camuffarsi e cambiare identità un secondo dopo lo strappo. Un livello di teatralità degno del Teatro Grande.
Il tour del polso nudo: da Milano a Napoli
Brescia, d’altronde, si adegua a un trend consolidato nel resto d’Italia. Nella vicina Milano, proprio a metà agosto, un turista è stato alleggerito di un Rolex Daytona da 50 mila euro mentre saliva su un taxi in via Silvio Pellico. A Brera, invece, a un imprenditore è stato sfilato un Richard Mille da 1 milione di euro in tre secondi netti di spinta e fuga. Praticamente un attico in centro polverizzato nel tempo di un battito di ciglia.
A Roma i ladri preferiscono il travestimento: nel rione Monti si sono finti turisti per alleggerire un manager fuori da un hotel di lusso.
A Napoli, invece, viene usata la forza bruta: in via Nardones un turista americano è stato trascinato per metri sull’asfalto perché tentava di difendere il suo Patek Philippe Nautilus da 130 mila euro.
La Hall of Fame e le tecniche più assurde
Occhio ai trucchi del mestiere perché il fenomeno non risparmia nessuno, nemmeno le stelle dello sport. Lo sanno bene i piloti della Formula 1: Charles Leclerc è stato scippato a Viareggio da finti tifosi che chiedevano un selfie, mentre Carlos Sainz a Milano ha dovuto inseguire a piedi (e bloccare) i ladri per riprendersi il suo Richard Mille da mezzo milione.
Ma quali tecniche vengono usate? Eccone alcune.
Il trucco dello specchietto. Vi urtano leggermente lo specchietto retrovisore mentre siete in auto. Voi allungate il braccio fuori dal finestrino per rimetterlo a posto e zac!, il complice in scooter vi sfila l’orologio al volo.
L’abbraccio caloroso. Già registrato anche nella nostra provincia (per esempio a Montichiari). Una sconosciuta avvenente vi abbraccia fingendo di avervi scambiato per un amico d’infanzia. Mentre cercate di capire chi sia, le sue dita da chirurgo aprono la chiusura del cinturino.
La macchia di caffè. Vi sporcano “accidentalmente” la giacca e si offrono premurosamente di pulirvi col fazzoletto. Nella confusione, vi puliscono anche il polso da ogni metallo prezioso.
Guida di sopravvivenza all’estate bresciana
Per evitare di rimpinguare i database delle assicurazioni, ecco le tre vie possibili per il cittadino che vuole cautelarsi.
Il Casio vintage. Livello di sicurezza altissimo. Unico effetto collaterale: la perdita totale di status sociale durante l’aperitivo in Piazzale Arnaldo o nei locali più alla moda di Desenzano.
L’abbronzatura finta. Consiste nel girare rigorosamente in manica lunga, felpati, anche con 40 gradi all’ombra per nascondere il quadrante.
Il pezzo di plastica. Sostituire temporaneamente l’orologio svizzero con un più modesto smartwatch. Al massimo vi scippano il conteggio dei passi fatti in Maddalena.
Il telefonino con sveglia. Rinunciate a esibire l’orologio di lusso durante la passeggiata in centro. E se volete sapere che ora è (ma lo volete davvero sapere?), guardate lo schermo del telefono. Del resto, l’estate è la stagione della leggerezza. E cosa c’è di più leggero di un braccio sinistro nudo sotto il sole?

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