Sacrilegio nella Bassa: profanato il santuario di Rudiano, rubate le ostie e il calice di don Grumelli
I ladri sradicano un'inferriata, forzano il tabernacolo e devastano la sagrestia. Nella stessa notte colpita anche la Rotonda di Pumenengo. Comunità sotto shock: il 7 settembre la messa solenne di riparazione con il vicario generale.
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Rudiano. Un gravissimo furto sacrilego ha profondamente scosso l’intera comunità di Rudiano e i territori limitrofi della Bassa. Nella notte tra mercoledì 12 e giovedì 13 agosto 2026, una banda di malviventi ha preso d’assalto il celebre santuario della Madonna in Pratis. I ladri non si sono limitati a sottrarre gli oggetti di valore, ma hanno profanato l’eucaristia, portando via le ostie consacrate custodite nella struttura.
La dinamica dell’assalto e la scoperta
I malviventi sono entrati in azione protetti dall’oscurità della notte. Per penetrare all’interno del luogo di culto, i ladri hanno divelto un’inferriata esterna e forzato le serrature degli ingressi. Una volta dentro, hanno messo completamente a soqquadro la sagrestia, frugando e devastando i mobili alla ricerca di denaro e oggetti preziosi.
Il danno più grave è stato perpetrato all’altare dove è stato scassinato il tabernacolo, violando le eucaristie. A fare la drammatica scoperta è stato il custode del santuario la mattina di giovedì, intorno alle ore 7,30. L’uomo è entrato nei locali per le celebrazioni del triduo in preparazione alla festa dell’Assunta, trovandosi davanti alle impronte del saccheggio e dando immediatamente l’allarme.
Bottino storico e l’appello del sindaco
Dalla chiesa sono stati portati via due calici liturgici. Uno di questi possiede un valore storico e affettivo inestimabile per la popolazione locale: si tratta del calice appartenuto a don Grumelli, storico e indimenticato sacerdote e mecenate del paese, al quale la comunità ha dedicato anche una via cittadina.
Il sindaco di Rudiano ha condannato fermamente il raid, definendolo un gesto vile che oltraggia in modo grave i luoghi più preziosi della devozione e della cultura locale. Il primo cittadino ha inoltre lanciato un appello pubblico ai banditi affinché restituiscano alla comunità i beni sottrati, in particolare la preziosa reliquia legata alla memoria di don Grumelli.
Un’ondata di furti tra Bresciano e Bergamasca
Il colpo al santuario della Madonna in Pratis non è stato un episodio isolato. Nella stessa notte, con ogni probabilità la medesima banda ha varcato il confine provinciale per colpire la magnifica Rotonda di Pumenengo, nella Bergamasca. La struttura, una rarissima chiesa a pianta circolare celebre per la sua architettura, ha subito la stessa sorte: il tabernacolo è stato violato e gli oggetti sacri sono stati profanati.
I raid nei luoghi di culto si inseriscono in un contesto di forte apprensione per l’ordine pubblico nella zona. Nella stessa notte sono state svaligiate due abitazioni private nel territorio bergamasco, mentre a Rudiano la cittadinanza era già in stato di allerta da mesi a causa di una ripetuta serie di furti nelle case che ha spinto i residenti ad attivare il controllo di vicinato.
La risposta religiosa: preghiera e riparazione
La reazione della parrocchia e dei fedeli è stata immediata. Già nella serata di giovedì, il parroco don Endrio ha chiamato a raccolta la cittadinanza per una prima messa di preghiera alle ore 20,00 all’interno del santuario violato. Un’iniziativa analoga è stata presa dal parroco di Pumenengo per le ore 21,00. Don Endrio ha esortato i fedeli all’unione spirituale: «Preghiamo fin da ora, invocando la misericordia di Dio in riparazione a questo vile atto e per la conversione dei peccatori».
La diocesi di Brescia si è subito mobilitata: per lunedì 7 settembre 2026 alle ore 20,00 è stata fissata una solenne celebrazione eucaristica di riparazione all’atto sacrilego. La funzione sarà presieduta da monsignor Angelo Gelmini, vicario generale della diocesi. Nel frattempo, i carabinieri della compagnia locale hanno avviato i rilievi scientifici e l’analisi delle telecamere della zona per tracciare i responsabili della fuga.








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