Follia sul bus a Brescia, 21enne aggredisce madre e figlia perché parlano al telefono
Un giovane camerunense insulta e colpisce a pugni due donne senegalesi a bordo di un mezzo in corso Garibaldi, inseguendole anche quando scendono. Per una delle vittime 40 giorni di prognosi. L'aggressore è stato bloccato dalla Polizia di Stato.
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Brescia. Una banale telefonata a bordo di un autobus di linea si è trasformata in un episodio di violenza e terrore nel cuore della città. Un giovane di 21 anni, cittadino camerunense, è stato arrestato dagli agenti della Polizia di Stato con la grave accusa di lesioni personali aggravate. Le vittime della brutale aggressione sono due donne di origini senegalesi, madre e figlia rispettivamente di 48 e 23 anni. La loro unica colpa è stata quella di aver conversato al cellulare nella propria lingua madre mentre si trovavano sui mezzi pubblici.
La scintilla sul mezzo pubblico in corso Garibaldi
L’episodio si è verificato nella giornata di giovedì a bordo di un autobus che stava transitando nella centralissima zona di corso Garibaldi a Brescia. Secondo quanto dettagliatamente ricostruito dalle forze dell’ordine, le due donne stavano parlando al telefono tra di loro e con un interlocutore esterno. Il tono della conversazione, giudicato arbitrariamente troppo alto o fastidioso dal 21enne, ha scatenato l’immediata e sproporzionata reazione del giovane passeggero.
L’uomo ha inizialmente preso di mira le due donne con una serie di pesanti insulti verbali. In pochissimi istanti, la violenza verbale è degenerata in uno scontro fisico. Sotto gli occhi attoniti degli altri passeggeri, il giovane si è scagliato fisicamente contro madre e figlia, colpendole ripetutamente con diversi pugni.
Il tentativo di fuga e l’inseguimento in strada
Nel tentativo di sottrarsi alla furia dell’aggressore, le due donne sono riuscite a scendere precipitosamente dal mezzo alla prima fermata utile lungo corso Garibaldi. Il 21enne, tutt’altro che intenzionato a placarsi, è sceso a sua volta dall’autobus e ha iniziato a inseguire le vittime a piedi per la strada.
Spaventate e impossibilitate a difendersi, madre e figlia hanno corso fino a quando non hanno intravisto un negozio aperto lungo la via. Le due donne si sono rifugiate all’interno dell’attività commerciale, chiedendo disperatamente aiuto ai presenti. Il personale del negozio ha immediatamente compreso la gravità della situazione e ha supportato le vittime nel lanciare l’allarme attraverso il Numero Unico di Emergenza 112.
L’arresto della Polizia e il pesante bilancio medico
Le volanti della Polizia di Stato sono intervenute e, grazie alle precise descrizioni fornite dalle vittime e dai testimoni, gli agenti sono riusciti a intercettare, bloccare e arrestare il 21enne a brevissima distanza dal negozio, prima che potesse far perdere le proprie tracce nel centro cittadino.
Ad avere la peggio a causa dei colpi ricevuti è stata una delle due donne. Trasportata in ospedale per i necessari accertamenti medici, le è stata diagnosticata una grave lesione a un ginocchio, provocata dai pugni e dalle percosse subite sul bus. I medici le hanno rilasciato una prognosi di ben 40 giorni di guarigione.
Il giovane aggressore è stato trattenuto nelle camere di sicurezza e il caso è approdato venerdì mattina nelle aule del Tribunale di Brescia per il processo con rito direttissimo. L’imputato dovrà rispondere del reato di lesioni personali aggravate.








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