Multa da 5 milioni a A2A per “prezzi della corrente manipolati”, la multiservizi pronta a impugnare il provvedimento

Arera, l'Autorità per la regolazione energia rete e ambiente, avrebbe contestato un'infrazione della normativa europea Remit. Ora l'azienda bresciana avrà 60 giorni per interpellare il Tar.

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Brescia. È stata emessa nei confronti di A2a una sanzione di 5 milioni di euro da Arera, l’autorità amministrativa indipendente che opera per garantire la promozione della concorrenza e dell’efficienza nei servizi di pubblica utilità e tutelare gli interessi di utenti e consumatori.
Con una delibera pubblicata il 30 luglio, l‘ente avrebbe elevato la sanzione alla multiservizi per aver violato il regolamento europeo Remit, che stabilisce norme condivise a livello europeo per l’integrità e la trasparenza dei mercati dell’energia all’ingrosso al fine di prevenire pratiche abusive.
Stando a quanto emerso dall’indagine, nel 2022 la società avrebbe impiegato una strategia di offerta con la quale avrebbe condizionato il prezzo medio mensile in maniera artificiosa, ovvero diversamente da quello che sarebbe emerso da un’interazione equa tra domanda e offerta con la concorrenza, consentendo al colosso dell’energia di beneficiare della vendita di corrente a un valore “maggiorato”.
A2A ha contestato il provvedimento di Arera, ritenendolo incompatibile con il quadro regolatorio europeo (Regolamento UE 2019/943), stando al quale i prezzi devono formarsi liberamente dalle fluttuazioni di mercato, senza che vengano stabiliti tetti da parte dei fornitori.
Arera ha rigettato la difesa dell’azienda bresciana, poiché qualunque fosse il tipo di motivazione, si legge nel provvedimento, questa non rappresenta una giustificazione legittima ai sensi della direttiva Remit.
All’interno del testo del provvedimento l’autorità per l’energia e l’ambiente ha sottolineato la gravità dell’impatto e i “potenziali danni derivati ai consumatori di energia elettrica dalla condotta manipolativa di uno dei primari operatori del mercato”, applicando quindi una sanzione con il chiaro intento di deterrente per episodi futuri.
Adesso A2A avrà 60 giorni di tempo per presentare ricorso al Tar della Lombardia oppure 120 giorni per un ricorso straordinario.
“A2A prende atto del provvedimento con cui Arera ha concluso il procedimento DSAI/14/2025/EEL, accertando una violazione dell’articolo 5 del Regolamento Remit ed irrogando una sanzione amministrativa. A2A ritiene che il provvedimento si fondi su un’interpretazione del Remit e delle Linee guida Acer che non tiene adeguatamente conto delle caratteristiche dei mercati elettrici liberalizzati e delle specifiche circostanze del caso. Per tali ragioni, la società impugnerà anche questo provvedimento, come i precedenti, affinché il Tar ne possa valutare le ragioni di legittimità. A2A conferma al contempo il proprio costante impegno per la piena conformità al Regolamento Remit e per il rafforzamento della trasparenza, dell’integrità e dell’efficienza del mercato energetico all’ingrosso europeo”, si legge nel comunicato stampa della multiservizi.

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