Sfregio in Maniva: i vandali colpiscono ancora la capanna Tita Secchi

Saccheggiato il bivacco a Cima Caldoline, rifugio simbolo della Resistenza bresciana. Rubati gli arredi e la targa dei volontari, danneggiata la cassetta delle offerte.

Collio. Nuovo raid vandalico ai danni della capanna Tita Secchi, il punto di bivacco situato nei pressi del Passo Maniva, a Cima Caldoline. Non è la prima volta che succede e questo ennesimo sfregio alla struttura è stato scoperto dai volontari del gruppo alpinistico “Amici di Cima Caldoline” durante il consueto sopralluogo settimanale dedicato alla pulizia e alla manutenzione del sito. La capanna, un bivacco aperto a tutti,  non va confusa con il più noto rifugio Tita Secchi, struttura gestita a 2.367 metri di altezza  vicino al Lago della Vacca e al Cornone di Blumone.
I soliti ignoti questa volta hanno sottratto la storica targa in legno realizzata a mano dal gruppo, rimosso elementi dell’arredo interno e fatto sparire diverse fotografie che documentavano le iniziative sociali organizzate nel corso degli anni. Nel mirino dei malviventi è finito anche il contenitore delle offerte libere, che è stato pesantemente danneggiato.
Un presidio storico gestito dal volontariato
L’episodio ha riacceso l’amarezza tra i membri del sodalizio, la cui pazienza è ormai al limite. Da anni il gruppo garantisce gratuitamente l’apertura e la fruibilità della struttura, facendosi carico di tutti i costi di manutenzione, delle coperture assicurative e dei controlli periodici. Recentemente è stata persino commissionata una relazione tecnica a un professionista per certificare la stabilità dell’edificio.
La Capanna Tita Secchi rappresenta un punto di riferimento fondamentale per gli escursionisti della zona: un riparo sempre aperto, privo di gestori, dove chiunque può fermarsi per riposare o consumare un pasto al sacco. I volontari hanno già provveduto a raccogliere e documentare tutti gli elementi utili legati al danneggiamento, riservandosi di presentare formale denuncia alle autorità competenti. Nel frattempo, dal gruppo si leva un forte appello alla civiltà e alla collaborazione di tutti i frequentatori della montagna, affinché la struttura venga rispettata come un bene comune e vengano segnalati tempestivamente eventuali comportamenti sospetti.
Il valore della memoria e il prossimo appuntamento
Il danno non è soltanto materiale, ma colpisce un profondo simbolo della Resistenza bresciana. La capanna è infatti intitolata a Tita Secchi, alpinista e partigiano delle Fiamme Verdi che proprio su queste vette organizzò il gruppo S2 della Brigata Perlasca, prima di essere catturato nell’agosto del 1944 e fucilato a Brescia il successivo 16 settembre insieme ad altri cinque compagni.
Nonostante l’ennesimo atto incivile, l’attività degli Amici di Cima Caldoline non si ferma. Il gruppo ha infatti confermato l’annuale momento di raccoglimento: domenica 13 settembre, alle ore 10:30, la Capanna Tita Secchi ospiterà la celebrazione della Messa, a cui seguirà il tradizionale pranzo al sacco a offerta libera.

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