Gardone, aggredita dal marito si nasconde in bagno e chiama la polizia: arrestato l’uomo
L'ultimo episodio di violenza domestica ha costretto la 36enne a nascondersi assieme alla figlia per evitare il peggio. Lui stava provando a sfondare la porta quando la donna è riuscita a chiamare la polizia.
Più informazioni su

Gardone Val Trompia. È stato posto in custodia cautelare un uomo di 35 anni residente a Gardone Val Trompia, in seguito alle numerose minacce, aggressioni e abusi che avrebbe rivolto alla moglie, una donna di 36 anni.
Diversi i casi di violenza verbale commessi al telefono, tempestando la donna di chiamate mentre questa si trovava al lavoro, che spesso si trovava costretta a lasciare in anticipo per correre a casa e mettere al sicuro la figlia di 3 anni. Sono stati riportati diversi episodi anche di violenza fisica e minacce di morte.
L’ultimo quello di sabato 8 agosto, quando la 36enne si è vista costretta a chiudersi nel bagno della propria casa, assieme alla figlia, per sfuggire all’ennesimo episodio di violenza, causato dalla convinzione del marito che la donna gli stesse nascondendo degli oggetti o degli incontri con altri uomini.
Dopo che lei si era nascosta, il 35enne avrebbe provato a sfondare la porta, dopo aver già divelto il portoncino d’ingresso della palazzina. In quel momento è stato raggiunto dagli agenti della locale della Valtrompia, che lo hanno bloccato e portato in carcere.
I soccorsi sono arrivati in seguito alla segnalazione fatta dalla donna direttamente al numero di telefono del comandante della polizia locale, che nei giorni precedenti era entrato in contatto con la vittima e aveva intuito che vivesse in una situazione di disagio.
Inizialmente incapace di parlare con le forze dell’ordine della violenza subita, è riuscita a chiamare gli agenti prima che potesse succederle qualcosa di ancora più grave.
Madre e figlia sono state trasferite in ospedale e medicate, per poi venire affidate a un servizio per il sostegno alle vittime di violenza.
L’uomo si trova al momento all’interno della sezione ospedaliera psichiatrica.








Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.