Turismo, blitz della Finanza: 66 lavoratori in nero e 16 attività a rischio stop
Controlli estivi in Garda, Sebino, Franciacorta e Valli: 94 posizioni irregolari scoperte. Sanzioni fino a 366mila euro e verifiche anche sulle strutture ricettive abusive.
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Brescia. Sessantasei lavoratori completamente privi di regolare assunzione, altri 28 occupati con irregolarità e 16 attività per le quali è stata richiesta la sospensione.
È il bilancio dei controlli effettuati dalla Guardia di finanza di Brescia nei primi due mesi della stagione turistica 2026, con un piano di verifiche che ha interessato le principali aree a maggiore afflusso della provincia.
Nel mirino delle Fiamme gialle sono finite la riviera del Garda, il lago d’Iseo, la Franciacorta, la Valle Camonica, la Valle Trompia, il capoluogo e l’hinterland.
Tra giugno e luglio i reparti del Comando provinciale hanno eseguito 63 interventi nei settori maggiormente esposti al fenomeno della stagionalità, tra cui ristorazione, somministrazione di alimenti e bevande, strutture alberghiere ed extra-alberghiere, campeggi, noleggio di imbarcazioni e servizi turistici.
Gli accertamenti hanno portato alla luce complessivamente 94 posizioni lavorative irregolari. Per 16 esercizi è stata avanzata la richiesta di sospensione dell’attività, dopo aver riscontrato una presenza di personale in nero superiore ai limiti previsti dalla normativa.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla tracciabilità delle retribuzioni. In diversi casi sono emersi pagamenti effettuati in contanti, in violazione degli obblighi previsti dalla legge.
Tra gli episodi più rilevanti quello relativo a un’attività che, durante un evento pubblico, impiegava dieci lavoratori in nero e due irregolari. Nel corso dello stesso controllo sono state inoltre riscontrate carenze nelle autorizzazioni, tra cui l’assenza della Scia antincendio e dei titoli necessari per lo svolgimento di spettacoli pubblici.
L’attività investigativa è stata supportata anche dall’analisi del web. I finanzieri hanno incrociato le informazioni pubblicate online da strutture ricettive e attività turistiche (come capacità, periodi di apertura e servizi offerti) con i dati presenti nelle banche dati istituzionali, individuando possibili situazioni di irregolarità.
Sul fronte dell’abusivismo ricettivo sono stati effettuati 18 interventi, che hanno consentito di individuare strutture avviate senza i necessari titoli autorizzativi o prive del Codice identificativo nazionale (Cin). A Tignale, due locazioni turistiche sono finite sotto verifica per l’omessa dichiarazione dei redditi dal 2020 al 2024, con il recupero a tassazione di circa 200mila euro di imponibile.
Non sono mancati i controlli sulla corretta emissione di scontrini e ricevute fiscali: su 445 verifiche effettuate, 97 hanno evidenziato irregolarità.
Complessivamente le sanzioni amministrative contestate ammontano a un minimo di 183.300 euro e possono arrivare fino a circa 366.600 euro. L’operazione rientra nel piano di controllo estivo della Guardia di finanza, finalizzato a contrastare il lavoro sommerso, le irregolarità fiscali e le forme di concorrenza sleale nel settore turistico.








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