Allarme macrofite sul lago d’Iseo: raccolte già 1.200 tonnellate di alghe

L’emergenza è esplosa con largo anticipo rispetto agli anni scorsi. Caldo, siccità e basso livello del lago favoriscono la proliferazione.

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Iseo. L’emergenza macrofite sul lago d’Iseo continua ad aggravarsi e raggiunge numeri mai registrati prima.
Le condizioni climatiche delle ultime settimane, unite alle forti raffiche di vento che hanno spinto le masse vegetali verso la costa, stanno alimentando un fenomeno che sta creando problemi alla navigazione e alla balneazione.
Sono già 1.200 le tonnellate di alghe raccolte nel 2026,
il doppio rispetto all’intero quantitativo recuperato nel corso di tutto il 2025, quando il dato complessivo si era fermato a circa 600 tonnellate. Le stime per l’anno in corso indicano la possibilità di arrivare a quota 1.800 tonnellate, il triplo rispetto allo scorso anno.

Lago d'Iseo: battello spazzino raccoglie 500 tonnellate di alghe

Da luglio è attiva una task force coordinata dall’Autorità di Bacino dei Laghi d’Iseo, Endine e Moro insieme a Mpl – Manutenzione e Promozione Laghi. Gli operatori sono impegnati quotidianamente con il battello spazzino e il mezzo anfibio Truxor per rimuovere le alghe e liberare i tratti più critici della fascia costiera.
Il caldo intenso, però, sta rendendo più complessa la gestione dell’emergenza. Le alte temperature accelerano infatti la decomposizione della vegetazione raccolta, provocando cattivi odori e accumuli di materiale in putrefazione soprattutto lungo i litorali del basso lago. A Clusane e Iseo le masse vegetali si sono concentrate davanti ad alcune strutture ricettive, rendendo difficoltoso l’accesso all’acqua per i bagnanti e creando disagi anche al settore turistico.
Sul fronte economico, le risorse disponibili sono già state aumentate. Il budget iniziale di 450mila euro stanziato da Autorità di Bacino e dalle Province di Brescia e Bergamo è stato incrementato di altri 50mila euro per ciascun ente, arrivando complessivamente a 600mila euro per il 2026. Lo stesso stanziamento è stato confermato anche per il prossimo anno.
A preoccupare è soprattutto l’anticipo con cui il fenomeno si è presentato. Se negli anni passati la presenza massiccia delle macrofite si registrava tra agosto e settembre, quest’anno la crescita è iniziata già dalla fine di giugno.
Alla base dell’espansione ci sarebbe una combinazione di fattori: la prolungata siccità, le temperature elevate e l’abbassamento del livello del lago. La minore quantità d’acqua favorisce infatti una maggiore penetrazione della luce nei fondali, creando condizioni ideali per la crescita delle piante acquatiche.

alghe-clusane

Tra le specie più monitorate c’è la Lagarosiphon major, una pianta esotica invasiva che sta colonizzando in particolare la zona del porto e della punta di Clusane, insieme alla Vallisneria spiralis. Nel basso Sebino, inoltre, la presenza di sedimenti e sostanze organiche, unita alla ridotta circolazione dell’acqua e alle temperature più elevate, sta favorendo ulteriormente la proliferazione della vegetazione.

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