Rudiano, la sede della Protezione civile resta al centro del caso: via al risanamento

La struttura di via Grumelli, costata 1,15 milioni di euro, non è mai entrata in funzione per infiltrazioni e muffe. Il Comune chiude l’accordo con l’impresa: i lavori di recupero saranno interamente a carico della ditta.

Rudiano. La vicenda della nuova sede della Protezione civile di Rudiano (Brescia) arriva a un punto di svolta.
L’Amministrazione comunale ha presentato in Consiglio il dossier «Operazione verità: il dossier di via Grumelli», una ricostruzione completa dell’intervento che negli ultimi anni è diventato uno dei temi più discussi in paese.
La struttura, completata lo scorso anno e costata 1 milione e 150 mila euro, non è mai entrata pienamente in funzione a causa di gravi problemi riscontrati pochi mesi dopo la consegna. Umidità, infiltrazioni d’acqua, muffe diffuse e deterioramento di alcuni materiali hanno infatti reso necessario un intervento di recupero prima dell’utilizzo dell’edificio.
Il fascicolo illustrato dalla Giunta ripercorre tutte le fasi dell’opera, dal progetto iniziale fino all’accordo raggiunto con l’impresa esecutrice. L’intesa prevede che siano proprio i costruttori a sostenere integralmente le spese necessarie per il ripristino, senza costi aggiuntivi per le casse comunali.
La struttura di via Grumelli, realizzata durante la precedente Amministrazione, era stata affidata alla nuova Giunta nel 2025. Nel corso dell’estate erano però emerse le prime criticità, con la comparsa di infiltrazioni e fenomeni di degrado che avevano impedito l’utilizzo degli spazi.
Le verifiche tecniche hanno evidenziato la presenza di acqua nel vespaio aerato, muffe lungo diverse pareti interne, deterioramento del cartongesso e degli isolanti, oltre a livelli di umidità elevati in numerosi ambienti. Per individuare le cause dei problemi il Comune aveva incaricato un tecnico indipendente, la cui relazione ha attribuito il deterioramento a una serie di criticità esecutive dell’opera.
Secondo la perizia, le abbondanti precipitazioni registrate nell’estate 2025 avrebbero rappresentato soltanto il fattore che ha fatto emergere una situazione già compromessa, mentre all’origine dei danni ci sarebbero modalità costruttive non adeguate e infiltrazioni favorite dalla mancanza di corrette sigillature.
Dopo gli approfondimenti, il Comunee ha scelto la strada dell’accordo con l’impresa evitando l’apertura di un lungo contenzioso. Nel giugno 2026 è stato quindi sottoscritto un accordo transattivo che assegna alla ditta l’onere di effettuare tutti gli interventi necessari per riportare l’edificio nelle condizioni previste.
I lavori di ripristino sono già iniziati e la conclusione è prevista entro dicembre. Il Comune ha inoltre deciso di rendere pubblica la documentazione raccolta per chiarire l’intera evoluzione della vicenda e fornire un quadro completo degli eventi.
Durante la seduta consiliare sono state mostrate immagini e video dello stato della struttura, suscitando forte attenzione tra i presenti.
Resta però ancora da definire il futuro utilizzo dell’edificio una volta terminati i lavori. A pesare è infatti l’assenza di un gruppo comunale di Protezione civile a Rudiano e la mancata disponibilità della Protezione civile del Parco Oglio Nord a trasferire nella struttura la propria sede.
Sul caso sono intervenuti anche i gruppi di opposizione, che hanno chiesto ulteriori verifiche e approfondimenti sulla realizzazione dell’opera e sul suo futuro impiego. La minoranza ha evidenziato la necessità di un sopralluogo e della convocazione di una commissione dedicata per affrontare la questione.
La vicenda ha inoltre alimentato tensioni politiche tra maggioranza e opposizione, con il confronto acceso attorno alla gestione dell’intervento, alle responsabilità e alla destinazione finale di una struttura che, a distanza di un anno dalla conclusione dei lavori, attende ancora di essere utilizzata.

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