Trenzano, operaio morto in cantiere durante la fascia anticaldo: tre indagati

La Procura di Brescia ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo per la morte del 40enne Maurizio Trenta. Il malore si è verificato in un orario in cui i lavori all'aperto erano vietati dall'ordinanza regionale.

Trenzano. La Procura di Brescia ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo sulla morte di Maurizio Trenta, il carpentiere di 40 anni deceduto venerdì scorso dopo un malore mentre lavorava su un tetto a Trenzano. Nel registro degli indagati sono stati iscritti i tre responsabili, a vario titolo, della gestione del cantiere.
Secondo gli inquirenti, il decesso sarebbe avvenuto in una fascia oraria in cui l’attività nei cantieri edili all’aperto era vietata dall’ordinanza anticaldo della Regione Lombardia.
L’allarme è stato lanciato intorno alle 15.30, quando le temperature superavano i 30 gradi e il divieto di lavorare, dalle 12.30 alle 16 in presenza di rischio elevato, era in vigore.
Gli indagati sono l’amministratore unico della società impegnata nei lavori, il responsabile della sicurezza e il preposto di cantiere. Nei loro confronti la Procura intende accertare eventuali responsabilità legate al mancato rispetto delle disposizioni regionali sulla tutela dei lavoratori durante le ondate di calore.
Determinanti saranno gli esiti dell’autopsia, già disposta dal magistrato titolare dell’inchiesta, che dovrà chiarire se le alte temperature abbiano avuto un ruolo diretto nel malore fatale. Secondo quanto riferito dai familiari, Maurizio Trenta non soffriva di particolari patologie.
L’operaio si è improvvisamente accasciato mentre era impegnato nei lavori di ristrutturazione di un’abitazione. I colleghi hanno immediatamente allertato i soccorsi e il quarantenne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Chiari, dove è morto poco dopo il ricovero.
Quello di Trenzano rappresenta il primo caso in Lombardia in cui la Procura contesta il mancato rispetto dell’ordinanza regionale anticaldo nell’ambito di un’indagine per omicidio colposo.
La misura, in vigore dal 10 giugno al 23 settembre, vieta le attività lavorative con esposizione prolungata al sole nei cantieri edili, in agricoltura e nelle cave dalle 12.30 alle 16 nei giorni in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio elevato per i lavoratori.

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