Ceuta sotto assedio, migliaia di migranti a nuoto: almeno 16 morti
Emergenza nell'enclave spagnola al confine con il Marocco. Madrid valuta l'impiego dell'esercito, tensione diplomatica con l'Italia sul fronte Schengen.
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Ceuta. È una delle più gravi crisi migratorie degli ultimi anni quella che sta investendo Ceuta, l’enclave spagnola sulla costa nord del Marocco.
Nelle ultime ore migliaia di persone hanno raggiunto il territorio spagnolo via mare e via terra, mentre il bilancio delle vittime continua ad aggravarsi: almeno 16 migranti sono morti annegati nel tentativo di attraversare il confine.
Secondo i media spagnoli, il numero dei decessi registrati nelle acque di Ceuta dall’inizio dell’anno sale così a 44, avvicinandosi al totale di tutto il 2025.
Le immagini mostrano centinaia di uomini, donne e minori che raggiungono la costa a nuoto o si dirigono verso la doppia barriera di confine. Una scena che richiama la crisi del maggio 2021, quando oltre 8.000 persone attraversarono la frontiera in appena due giorni.
Di fronte all’emergenza, il presidente di Ceuta Juan Jesús Vivas ha chiesto al governo spagnolo di dichiarare lo stato di emergenza nazionale, rafforzare i controlli e schierare l’esercito. L’assemblea dell’enclave ha inoltre approvato all’unanimità una richiesta di chiusura temporanea della frontiera con il Marocco.
La situazione ha provocato anche uno scontro diplomatico tra Italia e Spagna. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito le immagini provenienti da Ceuta la dimostrazione di come l’immigrazione irregolare rappresenti una minaccia per la sicurezza delle frontiere europee e, dopo un confronto con il ministro dell’Interno, avrebbe valutato la possibilità di sospendere temporaneamente l’applicazione di Schengen nei confronti della Spagna.
Le dichiarazioni italiane hanno suscitato la dura reazione di Madrid. Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha convocato l’ambasciatore italiano e ha definito “indegni” i commenti arrivati da Roma, chiedendo maggiore solidarietà tra partner europei.
Dietro la nuova ondata migratoria pesano diversi fattori: povertà, mancanza di prospettive, il bel tempo che facilita la traversata e la convinzione, alimentata anche da una recente sentenza della magistratura spagnola, che raggiungere Ceuta via mare possa offrire maggiori possibilità di rimanere nel territorio europeo.
Intanto Bruxelles segue l’evolversi della crisi e ribadisce l’impegno a tutela delle frontiere esterne dell’Unione europea, mentre a Ceuta proseguono le operazioni di soccorso e di controllo, con migliaia di persone ancora concentrate nell’area di confine.




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