Le strisce blu tornano a pagamento per le auto elettriche, Forza Italia non ci sta
Criticata dal centrodestra la decisione della giunta di reintegrare, a partire dal 1° agosto, il pagamento della sosta nei parcheggi di Brescia per i possessori di veicoli che non utilizzano il fossile. "Un messaggio profondamente contraddittorio".
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Brescia. Non ci sta Forza Italia con la recente decisione della Giunta comunale di Brescia di eliminare, a partire dal 1° agosto, la gratuità della sosta sulle strisce blu per le auto completamente elettriche.
“Per anni le istituzioni hanno invitato cittadini e imprese a investire nella mobilità elettrica, presentandola come uno degli strumenti fondamentali per ridurre le emissioni, migliorare la qualità dell’aria e accompagnare la transizione ecologica”, si legge in una nota. “Molti cittadini hanno compiuto questa scelta affrontando costi di acquisto spesso elevati, confidando anche in un sistema di incentivi che rendesse conveniente il passaggio a veicoli a zero emissioni”.
In seguito anche alla decisione di alzare le tariffe per la sosta, diversi esponenti delle opposizioni stanno criticando la giunta Castelletti sulla gestione dei tratti urbani, e la scelta di reintrodurre le tariffe anche per le auto elettriche sembra a Forza Italia una decisione pessima per chi ha investito nell’alternativa green.
“È una decisione che rischia di trasformarsi in un messaggio profondamente contraddittorio: prima si invita il cittadino a cambiare automobile per contribuire alla tutela dell’ambiente, poi si eliminano progressivamente tutti quei piccoli vantaggi che rendevano quella scelta più sostenibile anche dal punto di vista economico”.
Continua Forza Italia: “La mobilità elettrica non può essere semplicemente considerata una fonte di nuove entrate, al contrario, dovrebbe continuare a beneficiare di politiche premiali, almeno fino a quando la diffusione dei veicoli elettrici non avrà raggiunto livelli tali da rendere superflui gli incentivi”.
Il partito ha perciò chiesto all’amministrazione comunale di riconsiderare la scelta, aprendo a un confronto con le associazioni dei consumatori, le categorie economiche e gli operatori del settore della mobilità.








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