Scritte fasciste sulla sede del Pd, il supporto e le condanne della politica bresciana
Numerosi gli interventi da diverse aree politiche che descrivono l'atto come vergognoso e offensivo alla memoria storica di Brescia.
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Brescia. A seguito della comparsa della scritta recante l’orario della strage di Piazza della Loggia, su di uno dei pilastri esterni della sede cittadina del Partito Democratico di Brescia, sono stati parecchi i messaggi di solidarietà e di condanna da parte di diversi esponenti politici.
Prima fra tutti la sindaca Laura Castelletti e il gruppo consiliare, che nel proprio comunicato lo ha definito come “un gesto inqualificabile, che ricorda l’ora dello scoppio della bomba in Piazza Loggia, e di chiara matrice neofascista. Questo episodio rappresenta un ulteriore atto grave che deve essere condannato con fermezza da tutte le forze politiche. Richiamare in modo così esplicito l’ora e la modalità della strage di Piazza della Loggia, davanti alla sede di un partito politico rappresenta un segnale pericoloso e che dovrebbe far riflettere. Di fronte a fatti come questo non possono esserci ambiguità: la politica e le istituzioni hanno il dovere di respingere ogni forma di intimidazione.”
Anche l’onorevole Gian Antonio Girelli, già intervenuto brevemente sui fatti nella mattina, ha poi rilasciato dichiarazioni più complete sul fatto appena accaduto:
“Colpire simbolicamente quel momento significa offendere le vittime, le loro famiglie e tutti i cittadini bresciani che, in questi decenni, hanno costruito attorno ai valori della democrazia, dell’antifascismo e della convivenza civile un patrimonio comune che nessuno può mettere in discussione. Brescia conosce bene il prezzo pagato alla violenza e all’eversione. Per questo ogni intimidazione, ogni provocazione e ogni tentativo di alimentare odio e divisioni deve essere respinto con fermezza e senza ambiguità”.
Oltre a Forza Italia, che ha già espresso la propria condanna per l’atto, anche la sezione del Movimento 5 Stelle di Brescia ha rimarcato la propria solidarietà:
“Un riferimento che, se confermato nel suo significato, rappresenta un’offesa alla memoria delle vittime, ai loro familiari e all’intera comunità bresciana, costruita sui valori della democrazia e dell’antifascismo. Di fronte a richiami che evocano una delle pagine più dolorose della nostra storia non possono esserci ambiguità né sottovalutazioni. La memoria della strage di Piazza della Loggia appartiene a tutta Brescia, al di là delle appartenenze politiche, e va difesa con responsabilità e rispetto”.
Anche il gruppo di centrodestra Brescia Civica, ha fortemente condannato il gesto:
“Brescia Civica auspica che tutta la Città, al di là delle diversità politiche, sappia respingere all’unanimità la grave e violenta provocazione, segno di un estremismo e di un odio difficile da estirpare, e per questo da non sottovalutare. Piazza Loggia è diventato un simbolo di Brescia, è entrata nella coscienza dei Bresciani e non può essere oltraggiata”.
Anche il gruppo di Azione, della sezione di Brescia, si è espresso nei riguardi del graffito:
“Brescia ha saputo costruire, anche attraverso il ricordo della strage del 28 maggio 1974, una forte cultura democratica e antifascista. Un patrimonio civile che appartiene a tutta la città e che deve essere difeso con responsabilità, senza ambiguità e senza cedimenti di fronte a qualsiasi tentativo di intimidazione o provocazione.
La memoria non è uno strumento da piegare alla contrapposizione politica, ma un bene comune che deve unire la nostra comunità. Chi tenta di utilizzarla per alimentare paura e divisioni trova la risposta ferma delle forze democratiche”.
Anche dalla Giunta Regionale, attraverso le parole della deputata dem Miriam Cominelli, arriva la condanna: “Un atto intimidatorio vergognoso, che offende le vittime della strage e tutta la nostra città. Oggi è stato compiuto un atto vile, da non sottovalutare e perseguire al più presto, ma che non ci intimidisce. Continueremo, come sempre, a difendere la memoria di Piazza della Loggia e contrastare ogni rigurgito neofascista”.








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