Molestie all’UniBs, dal caso denunciato alle nuove misure di prevenzione

Parte il questionario nazionale della CRUI rivolto alla comunità universitaria. Il dibattito si concentra ora su strumenti, tutela e cambiamenti concreti.

Brescia. Il caso delle molestie denunciate all’interno dell’Università di Brescia entra in una nuova fase. Dopo le segnalazioni arrivate dagli studenti e dalle studentesse, l’attenzione si sposta dalle singole testimonianze alle azioni da mettere in campo per prevenire e affrontare il fenomeno.
In questi giorni la comunità universitaria è stata chiamata a partecipare al primo questionario nazionale promosso dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) sulle molestie e le discriminazioni di genere negli atenei.
Il rettore dell’Università di Brescia, Francesco Castelli, ha invitato gli studenti a compilare il questionario entro il 15 luglio, sottolineando come l’indagine permetterà di raccogliere dati confrontabili tra le diverse università italiane.
Lo strumento nazionale si affianca, senza sostituirlo, al questionario interno già previsto nell’ambito del Gender Equality Plan dell’Università di Brescia, che sarà riproposto anche il prossimo anno.
Sul metodo dell’indagine, tuttavia, sono emerse alcune osservazioni, in particolare rispetto alla tutela dei partecipanti, alla gestione dei dati e alle modalità di accesso al questionario.
Nel frattempo il confronto prosegue anche sul piano istituzionale e sociale. I centri antiviolenza di Gazebo Viola hanno chiesto un percorso «aperto e trasparente», invitando l’ateneo a trasformare la vicenda in un’occasione di cambiamento.
In una lettera indirizzata al rettore, alla cabina di regia e alle istituzioni, l’associazione ha richiamato l’attenzione sul rischio di minimizzare episodi e testimonianze, sottolineando la necessità di affrontare il tema delle molestie in modo strutturale.
Dopo la presa di posizione dei centri antiviolenza è stata convocata una seduta straordinaria della cabina di regia dedicata alla vicenda. Nel frattempo è arrivata anche la prima risposta ufficiale del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale (DIMI), dal quale erano partite le prime segnalazioni anonime.
Il Consiglio di Dipartimento ha approvato una delibera con una serie di impegni concreti: entro 10 giorni sarà attivata una pagina dedicata ai temi della dignità, del rispetto e dei canali di tutela, insieme a una comunicazione rivolta a studenti, docenti e personale per indicare gli strumenti di supporto disponibili.
Il programma prevede inoltre l’avvio entro settembre di un modulo formativo sul tema, seguito da un secondo percorso entro la fine dell’anno, mentre entro tre mesi è previsto un primo aggiornamento sullo stato di attuazione delle misure.

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