Rigamonti, il Tar respinge il ricorso di Cellino: concessione resta all’Union Brescia

I giudici confermano la legittimità della decadenza del Brescia Calcio e dell'affidamento del Rigamonti al nuovo club. Decisivi il mancato pagamento integrale dei canoni e l'assenza di una squadra professionistica.

Brescia. Il Tar della Lombardia, sezione di Brescia, ha respinto integralmente il ricorso presentato dal Brescia Calcio di Massimo Cellino contro la revoca della concessione dello stadio Mario Rigamonti, confermando la legittimità dell’operato del Comune e dell’affidamento dell’impianto all’Union Brescia.
La vicenda nasce dalla risoluzione del contratto di concessione, decisa dalla Loggia dopo il mancato pagamento di due rate del canone e la successiva esclusione del Brescia dai campionati professionistici. Secondo i giudici, il pagamento di una sola delle due rate non era sufficiente a evitare la decadenza.
Nella sentenza il Tar chiarisce che «l’adempimento parziale non è sufficiente a evitare l’effetto legale della risoluzione del contratto», respingendo la tesi difensiva di Cellino secondo cui il versamento di una rata avrebbe sanato l’inadempienza.
I magistrati hanno inoltre escluso che gli oltre sei milioni di euro investiti dal club in lavori di manutenzione e miglioramento dello stadio potessero compensare il mancato pagamento del canone, ricordando che il contratto escludeva espressamente questa possibilità.
Respinta anche la contestazione relativa alla mancata iscrizione del Brescia a un campionato professionistico. Per i togati, infatti, la concessione dello stadio era strettamente legata alla presenza di una squadra che rappresentasse la città nei campionati professionistici.
«Il concessionario non è il mero custode o gestore dell’impianto sportivo, ma il soggetto che si impegna a garantire al Comune il prestigio derivante dalla presenza di una squadra di calcio con i colori della città in un campionato professionistico», si legge nelle motivazioni.
I giudici hanno infine ritenuto corretto anche l’iter seguito dal Comune per individuare il nuovo concessionario. La procedura di manifestazione di interesse è stata considerata legittima, così come l’assegnazione diretta all’Union Brescia, unica società ad aver presentato la candidatura e in possesso dei requisiti richiesti, tra cui la licenza Figc per disputare un campionato professionistico.
Restano invece aperte le controversie economiche tra il Comune e il Brescia Calcio relative alle migliorie realizzate sull’impianto, che saranno affrontate in un procedimento separato davanti allo stesso Tar.

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