Il caldo colpisce anche la rete elettrica, numerosi black out dalla Bassa fino alla Valcamonica
Chiari epicentro delle interruzioni del servizio, ma il problema è diffusa su tutta la provincia. Gli alti consumi per il raffreddamento mettono a dura prova la griglia elettrica.
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Provincia di Brescia. Registrati da venerdì 26 giugno giorni numerosi episodi di blackout in molte città della provincia di Brescia, fra tutte Chiari è stata quella più fortemente colpita.
La prima grande interruzione di corrente è avvenuta nella zona del centro giovanile 2000, attorno alle 23 di venerdì, che ha lasciato per un’ora al buio totale la zona.
A seguire negli scorsi giorni, in altri punti della città si è ripetuto lo stesso episodio, prima al Villaggio Elettra, poi la zona di via Ricci, quindi l’area del complesso sportivo di via SS. Trinità; neppure il centro storico, benché sia stata recentemente potenziata la rete elettrica, ha riscontrato problemi con l’erogazione.
Si profila una situazione di emergenza molto seria, sia per i disagi verso le aziende e le attività commerciali, la mancanza di supporto per i dispositivi di assistenza e l’incapacità di accedere all’aria fresca per gli abitanti della città.
Il sindaco di Chiari Gabriele Zotti ha diffuso un messaggio sulle proprie piattaforme social: “Mi hanno segnalato diverse situazioni e posso solo immaginare il disagio in giornate tanto roventi.
Ho invitato i cittadini a chiamare prontamente il numero di emergenza Enel 803500. L’Enel è già impegnata su più fronti ma interviene, pur con le necessarie tempistiche”.
Il sindaco si è confrontato con il gestore per comprendere le prospettive e le ragioni di questi stop.
” È emerso”, spiega Zotti, “un quadro oggettivamente problematico legato al maggiore prelievo dalla rete specialmente per i climatizzatori.
Si tratta di una situazione che ha interessato un po’ tutta la nostra area, scendendo dalla Valcamonica fino a in pianura.
I nostri servizi sociali sono attenti anche per intervenire nelle situazioni di disagio specie tra gli anziani che devono affrontare le conseguenze di estati sempre più calde”.








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