Brescia, molestie in Università: le denunce sono solo lo 0,3%
Tra le principali motivazioni emergono la paura di ritorsioni accademiche o professionali, la sfiducia nei canali istituzionali, sentimenti di vergogna e difficoltà di autoidentificazione come vittime. Le situazioni più critiche segnalate a Medicina ed Ingegneria.
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Brescia. Le lettere inviate ai vertici dell’ateneo, l’autosospensione del docente coinvolto in segnalazioni e il dibattito interno all’Università degli Studi di Brescia trovano un nuovo sviluppo con la diffusione dei primi risultati dell’ “Indagine conoscitiva sulla violenza di genere e le molestie”, promossa dalla Commissione Genere e presentata nell’ambito di una mozione approvata dal Senato accademico su iniziativa dei rappresentanti di Studenti Per – UdU Brescia.
Il documento evidenzia una diffusione significativa del fenomeno in ambito universitario. Tra studenti e studentesse, il 33% dichiara di aver subito almeno un episodio di molestia di genere, percentuale che sale al 43% tra le studentesse e raggiunge il 50% tra le persone non binarie.
Il 44% dei rispondenti riferisce inoltre di aver assistito o di essere venuto a conoscenza di episodi analoghi, con un dato che arriva al 76% nelle scuole di specializzazione.
Particolarmente critico il tema delle denunce, che si attestano su livelli estremamente bassi: solo lo 0,3% dei casi risulta formalmente segnalato.
Tra le principali motivazioni emergono la paura di ritorsioni accademiche o professionali, la sfiducia nei canali istituzionali, oltre a sentimenti di vergogna e difficoltà di autoidentificazione come vittime. L’indagine segnala anche conseguenze rilevanti sul piano psicologico e formativo, tra cui difficoltà di concentrazione, ansia, depressione e calo del rendimento, mentre l’8,4% dichiara di aver abbandonato o cambiato percorso di studi.
Per quanto riguarda i presunti autori, nella maggioranza dei casi si tratta di uomini. Gli episodi vengono attribuiti a studenti nel 68% dei casi e a docenti nel 35%.
Tra il personale accademico e tecnico-amministrativo, il 20,5% riferisce di aver subito almeno una molestia, con percentuali più elevate tra le donne.
Il 37,4% dichiara inoltre di essere stato testimone o a conoscenza di episodi simili. Il clima percepito è spesso caratterizzato da indifferenza, indicata nel 54% dei casi, mentre il 14% di chi denuncia riferisce anche episodi di ritorsione. Le situazioni più critiche vengono segnalate nelle aree di Medicina e Ingegneria.
Il Senato accademico ha approvato le proposte avanzate dalla rappresentanza studentesca, che prevedono la pubblicazione del report dell’indagine, finora riservato agli organi interni, con la rimozione delle citazioni dirette delle testimonianze.
È prevista inoltre l’introduzione di una formazione obbligatoria su violenza di genere, molestie e discriminazioni per tutta la comunità accademica, insieme al rafforzamento dei percorsi di supporto alle vittime e al monitoraggio continuativo del fenomeno.
Il report sarà presentato ufficialmente nel corso di una conferenza stampa in Rettorato, con la partecipazione dei vertici accademici e dei componenti della Commissione Genere. L’ateneo si prepara così a una nuova fase di confronto pubblico sul tema, con l’obiettivo di definire strumenti più strutturati di prevenzione e contrasto.








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