Valtrompia, 23 educatrici a rischio licenziamento: scatta la mobilitazione
Lavorano da anni accanto agli studenti con disabilità, ma potrebbero perdere il posto per la mancanza dei titoli richiesti dalle nuove norme. Il sindacato chiede un tavolo con Comuni e Regione.
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Pezzaze. Da anni affiancano bambini e ragazzi con disabilità nelle scuole della Valtrompia, garantendo continuità educativa e supporto alle famiglie.
Ora, però, per 23 educatrici potrebbe arrivare lo stop: dal 31 luglio rischiano infatti di perdere il lavoro a causa della mancanza dei titoli di studio richiesti dalla normativa che disciplina la professione di educatore sociopedagogico.
La vicenda interessa i servizi educativi dei Comuni di Pezzaze, Marcheno, Sarezzo, Villa Carcina, Concesio, Bovezzo e Caino ed è stata portata all’attenzione delle istituzioni regionali dall’Unione sindacale di base Lombardia.
Secondo il sindacato, la cooperativa che gestisce il servizio avrebbe avviato la procedura di licenziamento richiamando le disposizioni che regolano i requisiti professionali degli educatori. Al centro della questione c’è il percorso di riordino della figura dell’educatore sociopedagogico introdotto a livello nazionale e successivamente recepito da Regione Lombardia, che ha definito i titoli necessari per operare nei servizi socioeducativi.
Usb contesta però l’interpretazione delle norme e sostiene che esistano ancora margini per consentire alle lavoratrici di proseguire l’attività almeno per il prossimo anno scolastico. Molte delle educatrici coinvolte operano da tempo nelle scuole del territorio e seguono gli stessi studenti da anni, un elemento che rende particolarmente delicato il tema della continuità educativa.
Il sindacato denuncia inoltre un «rimpallo di responsabilità» tra la cooperativa, che richiama l’obbligo di adeguarsi ai requisiti professionali, e i Comuni, che a loro volta fanno riferimento alle indicazioni regionali.
Nelle ultime ore il caso è approdato anche in Regione Lombardia. Usb ha incontrato Riccardo Melias, capo della segreteria politica del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, mentre sulla vicenda sarebbero in corso approfondimenti da parte degli assessorati competenti. Interesse è stato manifestato anche dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Paola Pollini.
La richiesta del sindacato è chiara: mantenere in servizio le educatrici almeno fino al termine dell’anno scolastico 2026-2027 e aprire un tavolo di confronto tra Comuni, cooperativa e rappresentanze dei lavoratori per individuare una soluzione che salvaguardi sia i posti di lavoro sia il percorso educativo degli studenti con disabilità.








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