Brescia Calcio, l’era Cellino si chiude con un rosso da 23 milioni
L'ultimo bilancio della società certifica il pesante dissesto economico seguito alla mancata iscrizione ai campionati professionistici. Patrimonio netto negativo per oltre 16 milioni.
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Brescia. I numeri raccontano meglio di ogni altra cosa il crollo del Brescia Calcio.
L’ultimo bilancio depositato dalla società guidata da Massimo Cellino, relativo all’esercizio chiuso il 30 giugno 2025, fotografa una situazione economica estremamente critica: una perdita di oltre 23 milioni di euro e un patrimonio netto negativo per 16,76 milioni.
Il documento arriva mentre resta aperta l’incognita sul futuro della matricola del Brescia Calcio Spa, per la quale Cellino ha presentato domanda di riattivazione con l’ipotesi di una ripartenza dalla Terza categoria. A un anno dalla mancata iscrizione al campionato di Serie C, i conti certificano le difficoltà che hanno accompagnato gli ultimi mesi della storia biancazzurra.
Se da un lato i ricavi derivanti da biglietteria e abbonamenti sono cresciuti, passando da 1,48 a 1,9 milioni di euro, dall’altro il valore della produzione è precipitato da quasi 21 milioni a poco meno di 13 milioni.
Il dato più allarmante resta però il risultato netto: dopo un esercizio 2023-2024 chiuso con un utile di 612 mila euro, il bilancio successivo registra una perdita di 23,166 milioni.
A pesare in modo determinante sono state le svalutazioni dei crediti iscritti nell’attivo circolante, pari a oltre 7 milioni di euro. Complessivamente ammortamenti e svalutazioni hanno inciso per più di 10 milioni, contro i 2,28 milioni dell’anno precedente.
Nella relazione allegata al bilancio la società richiama esplicitamente le conseguenze della vicenda dei crediti d’imposta ritenuti inesistenti. «A causa di una serie di fattori esogeni che hanno ridotto drasticamente i ricavi dell’esercizio e delle conseguenze di una truffa subita, la società non si è iscritta al campionato di calcio professionistico 2025-2026», si legge nel documento.
Il riferimento è all’operazione avvenuta nei primi mesi del 2025, quando il Brescia acquistò crediti fiscali successivamente risultati non validi e utilizzati in compensazione. Una vicenda che ha avuto effetti devastanti sulla tenuta economica del club e che ha contribuito alla mancata iscrizione ai campionati professionistici.
Dopo le dimissioni dell’intero consiglio di amministrazione, Cellino è stato nominato amministratore unico e ha avviato il percorso di composizione negoziata della crisi.
Nella nota integrativa viene comunque ribadita la convinzione che sussistano i presupposti per la continuità aziendale, anche attraverso il trasferimento dell’azienda o di un suo ramo a soggetti terzi. Il ramo d’azienda calcistico viene valutato 1,6 milioni di euro.
A rendere ancora più delicato il quadro è il giudizio della società di revisione Crowe, che ha dichiarato l’impossibilità di esprimere una valutazione sul bilancio, evidenziando le profonde incertezze che continuano a gravare sul futuro della storica società biancazzurra.






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