Comunicato di Ebat, sull’operaio trovato morto a Gavardo
Pubblichiamo il comunicato inviatoci dall'Ente bilaterale agricolo territoriale, per riportare l'attenzione sul tema della mortalità sul posto di lavoro in Lombardia, che continua a confermarsi come la regione peggiore per numero di infortuni e morti collegate al lavoro.
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Brescia. Pubblichiamo a seguire il comunicato inviatoci da Ebat, ente bilaterale agricolo territoriale, in merito al decesso dell’operaio di Gavardo, per riportare l’attenzione sul tema della mortalità sul posto di lavoro in Italia, in particolar modo sulla Lombardia, che continua a confermarsi come la regione peggiore per numero di infortuni e morti collegate al lavoro.
“L’ennesimo infortunio mortale avvenuto ieri in un’azienda agricola del territorio bresciano, costato la vita a Mohammed Gannaoui, lavoratore agricolo di 27 anni di origine marocchina, colpisce profondamente il mondo agricolo e impone una nuova e seria riflessione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Esprimiamo il nostro più sincero cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia della vittima, ai colleghi di lavoro e all’azienda
coinvolta da questa tragedia” dichiara la presidente di Ebat Brescia, Rossella Gazzaretti. “Ogni perdita umana sul lavoro rappresenta una ferita per l’intera comunità agricola e ci richiama alla responsabilità di proseguire con ancora maggiore
determinazione nel percorso della prevenzione”.
Secondo le prime informazioni disponibili, il giovane lavoratore sarebbe rimasto vittima del ribaltamento del trattore che stava conducendo all’interno dell’azienda agricola. Si tratta di una dinamica che continua purtroppo a rappresentare una delle principali
cause di morte in agricoltura, nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi anni per migliorare la sicurezza delle macchine e diffondere buone pratiche operative.
“Questa tragedia assume un significato ancora più doloroso perché arriva a breve distanza da un altro infortunio mortale che aveva già profondamente colpito il nostro territorio e sul quale Ebat Brescia aveva richiamato l’attenzione di istituzioni, imprese e
lavoratori” prosegue Gazzaretti.
“Trovarci nuovamente a commentare la perdita di una vita umana in agricoltura conferma quanto il tema della sicurezza richieda uno sforzo ancora più intenso e condiviso da parte di tutti gli attori coinvolti”.
Da tempo Ebat Brescia è impegnato, insieme ad Ats Brescia, Inail e alle organizzazioni professionali agricole, nella promozione della cultura della sicurezza attraverso attività formative, informative e dimostrative rivolte alle imprese e ai lavoratori.
Le iniziative
realizzate sul territorio hanno coinvolto migliaia di persone e continueranno a rappresentare una priorità assoluta dell’azione dell’Ente.
L’Ente Bilaterale Agricolo Territoriale di Brescia ribadisce la necessità di proseguire e rafforzare gli investimenti nella prevenzione e nella formazione continua e nel rinnovamento del parco macchine agricole, affinché tutti gli operatori possano lavorare in condizioni di maggiore sicurezza.
Particolare attenzione deve essere rivolta anche ai lavoratori stranieri, che rappresentano una componente fondamentale dell’agricoltura bresciana.
Per questo motivo Ebat continuerà a sostenere percorsi formativi specifici e
strumenti capaci di favorire una piena consapevolezza dei rischi e delle corrette procedure di lavoro, cercando anche di superare le barriere linguistiche e raggiungere con efficacia i lavoratori stranieri, componente rilevante dell’agricoltura bresciana.
“Di fronte all’ennesima morte sul lavoro non bastano più il cordoglio e l’indignazione” conclude la presidente di Ebat Brescia. “La sicurezza deve essere una priorità concreta e quotidiana per tutti. Ogni lavoratore deve poter tornare a casa sano e salvo al termine
della giornata. Quando questo non accade, l’intera comunità è chiamata a interrogarsi e a fare di più. Una vita spezzata sul lavoro non può mai essere considerata una fatalità”.
Cordiali saluti
La presidente Rossella Gazzaretti”




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