Il Rigamonti all’Union Brescia fino al 2029: poi il nuovo stadio?

La Loggia approva il bando per la concessione triennale dell’impianto sportivo cittadino. Resta in sospeso il progetto da oltre 55 milioni per il restyling della struttura.

Brescia. Lo stadio Rigamonti resterà in gestione all’Union Brescia fino al 2029. La Giunta comunale, come riporta Il Corriere della Sera,  ha infatti approvato una delibera che prevede un bando per la concessione esclusiva dell’impianto per le stagioni 2026-27, 2027-28 e 2028-29, garantendo così tre anni di stabilità dopo le tensioni del recente passato.
La decisione arriva in un contesto di transizione per il calcio cittadino, segnato dalla crisi societaria del 2025 e dalla successiva riorganizzazione che ha portato alla nascita dell’Union Brescia, impegnata a mantenere la continuità sportiva e a rilanciare il progetto tecnico e societario.
Il bando prevede un canone annuo invariato, pari a circa 180mila euro, con la possibilità di scomputare gli investimenti in lavori straordinari. Tra i criteri di assegnazione pesano soprattutto il progetto sportivo, la solidità della società, il settore giovanile e le iniziative di coinvolgimento del territorio. L’Union Brescia parte dunque in posizione favorevole, anche se la procedura resta aperta ad altri soggetti interessati.
Il vero nodo, però, riguarda il futuro dell’impianto oltre il triennio. Al centro del dibattito c’è infatti il progetto di riqualificazione del Rigamonti, stimato in oltre 55 milioni di euro, che punta a trasformare lo stadio in una struttura moderna da 16-20 mila posti, coperta e integrata con spazi commerciali, servizi e attività aperte tutto l’anno.
L’idea, elaborata da tempo dallo studio Crew, prevede una rigenerazione urbana dell’area e un modello di stadio multifunzionale sullo stile delle moderne arene europee. Tuttavia, restano incognite legate ai tempi di realizzazione e al possibile vincolo storico sull’impianto al raggiungimento dei 70 anni di età nel 2029.
Sul piano normativo, la partita si gioca anche sulla cosiddetta “Legge Stadi”, che consente concessioni fino a 99 anni in cambio di investimenti privati, ma che ha recentemente incontrato ostacoli interpretativi e giuridici a livello europeo, rallentando diversi progetti analoghi in Italia.
La scelta del Comune di procedere con una concessione triennale viene quindi letta come una fase “ponte”, utile a consolidare il rapporto con la nuova società e a guadagnare tempo per aggiornare il progetto di riqualificazione e definire i prossimi passaggi urbanistici.
Tre anni decisivi, dunque, per il futuro del Rigamonti e per il percorso dell’Union Brescia, chiamata a dimostrare sul campo e fuori la propria capacità di crescita e sostenibilità.

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