Serle, il commissariamento resta in sospeso
Le dimissioni non fanno scattare automaticamente lo scioglimento del Consiglio. Prima si dovrà tentare la surroga dei consiglieri dimissionari.
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Serle. Il commissariamento del Comune di Serle non è ancora automatico. Nonostante le dimissioni della sindaca Chiara Cherchi, di un assessore e di sei consiglieri comunali, la procedura che porterebbe allo scioglimento dell’amministrazione e alla nomina di un commissario prefettizio non può essere avviata immediatamente.
A impedirne l’automatismo è la normativa vigente: le dimissioni della sindaca, presentate il 24 aprile, diventeranno infatti irrevocabili solo trascorsi venti giorni dalla loro formalizzazione. Fino a quel momento, Cherchi ha la possibilità di ritirarle.
Anche sul fronte del Consiglio comunale la situazione resta formalmente aperta. Le dimissioni dei consiglieri, pur numerose, non sono state presentate contestualmente con un unico atto, condizione necessaria perché si determini la decadenza immediata dell’assemblea. Proprio per questo, il Consiglio non è ancora sciolto.
Su indicazione della Prefettura di Brescia, il segretario comunale dovrà quindi procedere alla convocazione dell’assemblea per avviare la surroga dei consiglieri dimissionari, attingendo ai candidati non eletti delle liste che parteciparono alle ultime elezioni amministrative.
Si tratta, tuttavia, di un passaggio che appare soprattutto formale. La lista che sosteneva la sindaca Cherchi avrebbe infatti esaurito i nominativi disponibili, rendendo necessario il ricorso ai non eletti della lista di minoranza. Un’eventualità che, almeno al momento, sembra destinata a rimanere solo teorica.
L’ex capogruppo di minoranza Ugo Ragnoli ha già escluso la possibilità che qualcuno del suo gruppo possa accettare l’incarico per sostenere l’attuale amministrazione. Se anche il tentativo di surroga dovesse fallire, allora si aprirebbe definitivamente la strada al commissariamento del Comune fino alle prossime elezioni.








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