Report 2025 su orsi e lupi nel Bresciano, pochi attacchi al bestiame, sempre verso animali non protetti
Numerosi i rilievi fatti con fototrappole o attraverso il recupero di materiale biologico, con cui è stato possibile determinare dimensioni e dinamiche dei branchi e le nuove cucciolate.
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Brescia. È stata intensa anche per il 2025 l’attività di controllo condotta dalla polizia provinciale rispetto al monitorggio di orsi e lupi nel territorio bresciano.
Le segnalazioni e l’impegno per il rilevamento di tracce di presenza riguardano tutta la provincia, spaziando dai semplici avvistamenti, anche attraverso le fototrappole, e arrivando alle predazioni, in particolare da parte dei lupi.
Nel 2025 il territorio della provincia di Brescia è stato interessato dalla presenza della specie Ursus Arctos; sono state 89 le segnalazioni pervenute durante il corso dell’anno ma non tutte sono state verificate e hanno interessato tutta la zona montana del territorio, dall’Alto Garda alla Valle Camonica.
Durante tutto il 2025 non sono giunte segnalazioni di avvistamenti di femmine accompagnate da cuccioli nel territorio provinciale, queste confermano comunque un ampliamento dell’areale delle femmine verso la provincia di Brescia (come rilevato dalle osservazioni pubblicate sul sito istituzionale della PAT), sia verso la zona a Sud (Valle del Caffaro Alto Garda), sia vero la zona Nord (Passo del Tonale).
In virtù di tali frequentazioni, in accordo con Regione Lombardia, nelle aree di probabile frequentazione, sono stati posizionati cartelli informativi sulla scorta di quelli posizionati dalla Pat.
In collaborazione con il Servizio Foreste e Fauna della Provincia di Trento è stato attivato in primavera/estate (dal 22 maggio al 19 luglio) e in estate/autunno, (dal 4 settembre al 18 ottobre) il “Monitoraggio sistematico della specie”.
A tale scopo sono stati allestiti n° 10 “recinti cattura pelo” di cui 5 gestiti direttamente dalla provinciale, 3 gestiti da Ersaf Lombardia, 1 gestito dal Parco Adamello e 1 gestiti dal Parco Nazionale dello Stelvio.
Durante l’anno, nonostante le diverse segnalazioni, tra le quali alcuni avvistamenti diretti a breve distanza, non si sono verificate situazioni problematiche.
Particolare attenzione è stata data ad alcuni eventi di danno verso alcuni asini che hanno interessato una limitata porzione di territorio trai i comuni di Bagolino e Breno alle pendici del Monte Bruffione.
Nell’arco di 30 giorni si sono registrati 4 eventi di danno che hanno portato alla morte di 8 esemplari di asino, con la particolarità del consumo nullo o quasi delle prede.
Si è dunque provveduto ad attivare tutte le misure necessarie ad una prima dissuasione passiva dell’esemplare fornendo, in collaborazione con Ersaf, recinti elettrificati.
Si è provveduto a raccogliere materiale genetico al fine di identificare l’esemplare ed eventualmente porre in atto, in accordo con Ispra e Regione Lombardia, ulteriori azioni energiche sullo stesso in caso di ulteriori eventi similari.
Il materiale raccolto non ha permesso di identificare l’esemplare e da fine luglio non si sono riscontrati ulteriori danni della medesima tipologia.
Durante il 2025 le segnalazioni attendibili di presenza di lupo sono state diverse ed hanno interessato l’intero territorio provinciale.
La maggior parte delle segnalazioni provengono dalla Valle Camonica ove ad oggi è confermata la presenza di 2 branchi riproduttivi, entrambi nell’area del Parco Nazionale dello Stelvio: il primo è lo storico branco del Tonale (Ponte di Legno) ed il secondo, di nuova formazione, nell’area della Val Grande (Vezza D’Oglio).
Nel mese di ottobre è stata confermata la formazione di un ulteriore branco riproduttivo in bassa Valle Camonica nell’area della Val Grigna, a cavallo tra Val Trompia e Val Camonica
Altre segnalazioni di esemplari in dispersione sono giunte anche dalle restanti aree montane della provincia, quali: Alto Garda, Val Sabbia e Sebino; sono inoltre giunte segnalazioni anche dalla pianura, molto probabilmente riconducibili ad esemplari in dispersione provenienti dall’Appennino e dai branchi presenti nelle confinanti provincie di Cremona e Mantova.
In particolare, si è accertata la presenza di una coppia nella zona a sud di Brescia e di una nell’area dell’Oasi di Protezione del Baremone, tra Val Sabbia e Val Trompia.
È confermata anche per il 2025 la presenza del branco del Tonale, il suo areale spazia dalla Val di Sole (Comune di Vermiglio) all’Alta Val Camonica (Ponte di Legno).
A fine anno il numero di esemplari del branco era di 5, rispettivamente due adulti e i tre cuccioli dell’anno.
Confermata la presenza del Branco della Val Grande/Rezzalo, l’arele del branco spazia dalla Val Grande (Vezza d’Oglio) al Mortirolo (Edolo – Monno – Corteno) alla Val Rezzalo (Sondalo). I rilievi con fototrappole e osservazioni dirette dal personale del Parco Nazionale dello Stelvio hanno permesso di accertare la riproduzione del Branco, a fine dicembre contava complessivamente 10 individui.
La presenza degli esemplari è stata accertata anche durante l’estate 2025, a seguito di alcune predazioni su domestici sia sul versante Camuno che su quello Valtrumplino.
A fine ottobre grazie alle riprese video di un escursionista è stato possibile accertare la riproduzione del branco attualmente composto da 3 individui, di cui 2 adulti.
Durante l’anno si sono rilevati diversi indici di presenza di singoli esemplari in dispersione, i principali sistemi di accertamento e conferma sono stati: riprese con fototrappole, predazioni su domestici e selvatici, con successiva analisi genetica, ed avvistamenti diretti.
Tali indici di presenza risultano provenienti da diverse zone della provincia, sia montane che di pianura; per l’area montana le segnalazioni sono relative all’area della sinistra orografica dell’Alta e Media Val Camonica, tutta la Val Trompia, bassa Val Sabbia e Alto Garda.
Nell’area della Pianura sono pervenute segnalazioni e avvistamenti sia dalla pianura ovest (Lograto – Orzinuovi – Villachiara), probabilmente riconducibili ad esemplari gravitanti nella vicina provincia di Cremona, che dalla pianura est (Lonato-Pozzolengo).
Nel corso dell’anno 2025 si sono avuti 25 eventi di danno ad animali da reddito attribuibili al lupo:
23 nei confronti di ovicaprini con la predazione di 55 capi di ovicaprini;
2 nei confronti di equini con la predazione di 2 asini.
La maggior parte degli eventi sono avvenuti nella zona dell’Alta Valle Camonica, nell’areale di presenza dei 2 branchi dell’Alta Valle Camonica. I due eventi a carico di equini si sono invece verificati nell’area del nuovo branco della Val Grigna.
La quasi totalità degli eventi ha interessato bestiame non adeguatamente protetto da misure da prevenzione per gli attacchi da lupo.




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