Urago Mella, abbattuti i gelsi di via Campiani

Concluso il taglio degli alberi, oggetto di ricorsi e petizioni da parte dei cittadini. Il Tar aveva confermato la legittimità del permesso di costruire.

Brescia. È finita venerdì mattina la lunga battaglia per i gelsi di via Campiani, a Brescia: gli alberi secolari sono stati abbattuti, segnando la conclusione di una vicenda che negli ultimi mesi aveva acceso proteste, petizioni e ricorsi legali.
Sul terreno, situato tra via Zuccari e via Campiani a Urago Mella, è previsto un intervento edilizio che prevede la costruzione di quattro villette e di un edificio a tre piani. Un progetto autorizzato dal Comune, che ha rilasciato il permesso di costruire e che è stato confermato anche dal Tar di Brescia, chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato da una cittadina e respinto circa un mese fa.
La vicenda era stata accompagnata da una forte mobilitazione: oltre 130 cittadini avevano chiesto il riconoscimento della monumentalità dei gelsi, considerati parte della memoria storica del territorio e legati alla tradizione della bachicoltura. Una seconda petizione aveva raccolto circa mille firme, mentre complessivamente la mobilitazione aveva coinvolto migliaia di persone. Gli accertamenti tecnici del Comune e del Gruppo carabinieri forestali avevano tuttavia escluso i requisiti per la tutela monumentale.

taglio gelsi Urago Mella

L’abbattimento è avvenuto senza annunci ufficiali di inizio lavori e ha sorpreso i residenti, che da mesi chiedevano un confronto con l’amministrazione per individuare possibili soluzioni alternative. L’area, di proprietà privata, è così stata liberata per consentire l’avvio del cantiere.
Dal fronte del comitato cittadino che si è battuto per la salvaguardia degli alberi emerge forte delusione. La critica principale riguarda la mancata attivazione di strumenti di tutela o di percorsi condivisi per preservare almeno parte del filare storico, presente nelle mappe già in epoca napoleonica.
Il Comune, dopo la sentenza del Tar, aveva ribadito la correttezza del proprio operato amministrativo, sottolineando la legittimità delle procedure urbanistiche e paesaggistiche seguite. Una posizione che si è scontrata con la richiesta dei cittadini di un intervento più incisivo a difesa del patrimonio arboreo.

 

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