Respinto il ricorso del Brescia Calcio contro l’uso delle strutture mobili dello stadio Rigamonti

Il giudice ha dato ragione al comune di Brescia e torto alla società di Massimo Cellino, che voleva impedire l'utilizzo delle strutture mobili (tribune, pitch box e altre attrezzature) presenti all’interno dell'impianto ora passato alla Union Brescia.

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Brescia. Con un’ordinanza pubblicata questo venerdì 22 agosto, il Tribunale di Brescia ha respinto il ricorso promosso dal Brescia Calcio S.p.A del patron Massimo Cellino. che chiedeva il sequestro giudiziario e l’inibitoria all’utilizzo delle strutture mobili (tribune, pitch box, attrezzature di vario genere) presenti all’interno dello Stadio Rigamonti di proprietà comunale.
Il giudice, accogliendo la tesi difensiva del Comune di Brescia, ha ritenuto che non sussistesse alcun rischio di alterazione, danneggiamento, confusione o sottrazione dei beni di cui è stato chiesto il sequestro.
Nell’ordinanza il magistrato sottolinea che gli stessi sono necessari e funzionali alla destinazione per cui è stato concesso lo stadio alla società Union Brescia e, anzi, la conservazione delle strutture è meglio garantita dall’utilizzo delle stesse per le finalità che le competono, rispetto al degrado conseguente alla chiusura e inattività della struttura.
La società Brescia Calcio è inoltre stata condannata a rifondere le spese di lite in favore del Comune di Brescia.

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