Brescia addio, ma i tifosi si appellano e Fifa e Figc

Il gruppo Ultras Brescia 1911 EX-Curva Nord si appella agli enti federali per scongiurare il fallimento del club con 114 anni di storia alle spalle e di «avviare un’indagine federale e/o giudiziaria sulla gestione del Brescia Calcio».

Brescia. La fine del Brescia calcio è stata decretata ufficialmente giovedì 3 luglio con il pronunciamento della Figc che ha deciso l’estromissione del club dalla serie C e quindi l’addio al calcio professionistico.
E se un nuovo spiraglio si sta affacciando con la possibilità di trasferire la Feralpisalò di Giuseppe Pasini a Brescia e continuare, con una nuova denominazione, un nuovo logo e nuovi colori sociali, l’avventura calcistica nella serie minore, tuttavia i tifosi non abbandonano il sogno che li ha accompagnati per 114 anni di storia, appellandosi, con una lettra aperta, alla Fifa e alla stessa Federazione.
«I Tifosi del Brescia 1911 – si legge nella nota – intendono rivolgere formale richiesta di intervento alla Fifa, affinché si solleciti la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) ad adottare misure urgenti e straordinarie a fronte della grave crisi che sta colpendo uno dei club più storici del calcio italiano».
«Il Brescia Calcio, fondato nel 1911, vanta oltre 114 anni di storia sportiva, ma si trova oggi in una condizione estremamente critica, a causa di una gestione fortemente compromessa da parte dell’attuale proprietario, Signor Massimo Cellino».
«Si richiede che la Fifa inviti formalmente la Figc al rispetto degli obblighi derivanti da: Statuto Fifa, in particolare in materia di buona governance, integrità e trasparenza; regolamenti Fifa sulle Licenze Nazionali e la gestione dei club, che prevedono criteri obbligatori su sostenibilità economica, valorizzazione del settore giovanile e coinvolgimento degli stakeholder, tifosi compresi; Carta Uefa dei diritti dei tifosi e Dichiarazioni Ou sui diritti dei sostenitori, che riconoscono il ruolo essenziale delle comunità nella vita delle società sportive; Convenzione di Macolin del Consiglio d’Europa, ratificata dall’Italia, per la salvaguardia dell’integrità e della trasparenza nel sistema sportivo».
Cosa chiedono i tifosi del Brescia alla Fifa? «Sollecitare ufficialmente la Figc ad avviare un’azione immediata e concreta per tutelare il Brescia Calcio dal rischio di estinzione; raccomandare la sospensione o rimozione del Sig. Massimo Cellino da qualsiasi ruolo operativo e gestionale, per persistente mala gestione; sostenere la nomina urgente di un amministratore giudiziario, terzo e imparziale, che garantisca la continuità sportiva del club, anche in ambito dilettantistico; invitare la Figc a riconoscere il valore storico, culturale e sociale del Brescia Calcio, e a garantirne l’affiliazione sportiva sotto misure eccezionali; promuovere, nel contesto italiano, riforme strutturali orientate alla tutela dei tifosi, alla trasparenza nella gestione dei club e alla sostenibilità a lungo termine, in piena coerenza con i principi Fifa».
Tra le richieste rivolte alla Figc, invece, ci sono quelle di: «estromettere il Signor Massimo Cellino dalla gestione e dalla titolarità operativa della società Brescia Calcio, a fronte di una grave e documentata mala gestione; nominare un amministratore giudiziario terzo e imparziale, che assicuri la continuità sportiva della società, anche in categoria dilettantistica, senza procedere al fallimento, ma con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio storico, morale e sociale del Club».
I tifosi chiedono anche «l’apertura immediata di un’indagine federale e/o giudiziaria sulla gestione del Brescia Calcio; la sospensione cautelare del Sig. Massimo Cellino da ogni incarico dirigenziale e rappresentativo nel club; la nomina urgente di un amministratore giudiziario, con l’obiettivo di assicurare l’iscrizione della società anche nei campionati dilettantistici, tutelare il patrimonio sportivo, favorire l’ingresso di nuovi soci e restituire fiducia al tessuto sportivo cittadino; il riconoscimento, da parte della Figc, del valore storico e sociale del Brescia Calcio e della sua tifoseria, garantendo un percorso di continuità sportiva e salvaguardia dell’identità del club, indipendentemente dalla categoria».

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