Brescia, ultimatum a Cellino: alle 17 il Rigamonti torna al Comune
L'amministrazione Castelletti viaggia spedita per il "recupero" dell'impinato sportivo. Se nessuno si presenterà all'incontro in Loggia la serratura verrà cambiata. In calendario anche un incontro con A2A per una eventuale sponsorizzazione del "nuovo Brescia".
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Brescia. Scade questo mercoledì 2 luglio alle 17 l’ultimatum del Comune di Brescia a Massimo Cellino, patron delle rondinelle, per la riconsegna dello stadio Rigamonti, dopo che l’amministrazione comunale ha sancito la decadenza del contratto di gestione, a seguito del mancato pagamento per intero del canone.
Se nessun rappresentante di Cellino si presenterà all’appuntamento in Loggia, l’amministrazione comunale si vedrà costretta a cambiare la serratura dell’impinato sportvio di Mompiano, in attesa di consegnarle al futuro presidente della nuova squadra che verrà. Cellino è già stato diffidato dal Comune anche per la mancata manutenzione del prato del campo di gioco.
Giovedì 3 luglio, inoltre, il Consiglio federale si riunirà per decretare (senza nessun ombra di dubbio) l’esclusione dal professionismo del Brescia Calcio, dopo 114 anni di storia. Il motivo? Il club, non avendo versato stipendi e contributi a giocatori e personale, risulta inadempiente.
Entro il 15 luglio, poi, Palazzo Loggia dovrà predisporre una delibera con l’indicazione dei criteri per la manifestazione d’interesse finalizzata alla riassegnazione dello stadio.
Un’opportunità concreta per Giuseppe Pasini, presidente della feralpisalò, chiamato a rifndare il Brescia con una nuova denominazione, nuovi colori sociali e logo, per poter riparire dalla serie C.
Pasini, nelle lunghe e numerose interlocuzioni avviate con realtà imprenditoriali del territorio, ha trovato un’apertura da parte di A2A, controllata (anche) del Comune di Brescia e proprio questo mercoledì, è fissato un incontro con la sindaca Laura Castelletti e l’Ad della multiutility Renato Mazzoncini per stendere una possibile collaborazione di sponsorizzazione del “nuovo Brescia”.
Cellino, dal canto suo, ha dichiarato battaglia ad ogni azione intrapresa dal Comune, a partire dalla sostituzione della serratura dello stadio, annunciando di avere dato mandato per qualsiasi replica ad uno studio legale di Milano.
L’imprenditore sardo vorrebbe percorrere la via del dialogo, piuttosto che un braccio di ferro nella aule dei tribunali, con l’obbiettivo di rientrare dei 4,7 miloni di euro investiti nelle migliorie dell’impianto sportivo di Mompiano e, al contempo, riuscire ad affittare lo stadio di Torbole Casaglia, dove si allenavano i biancoblù, al futuro presidente della squadra.








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