Scommesse illegali, in una chat spunta il nome del figlio di Pirlo

Il giovane Nicolò sarebbe stato citato in una conversazione tra l'ex arbitro Pietro Marinoni e Nicolò Fagioli. "Suo papà l'ha beccato e gli ha bloccato i conti" dice del giovane il centrocampista della Fiordentina.

Brescia. Secondo informazioni d’agenzia l’ex calciatore e allenatore bresciano, nonché campione del mondo, Andrea Pirlo avrebbe bloccato i conti del figlio Nicolò perché aveva maturato debiti scommettendo con Nicolò Fagioli, centrocampista ex Juventus e ora Fiorentina, e altri sportivi tra cui diversi calciatori.
Il nome del giovane si troverebbe nelle carte, visionate dall’Agi, dell’ultima inchiesta sulle scommesse attorno al mondo dello sport che ha portato la Procura di Milano a chiedere cinque arresti domiciliari per i presunti organizzatori del giro di scommesse illegali e a indagare una dozzina di calciatori di serie A e altri atleti meno conosciuti.
Il nome del giovane Pirlo – che non è indagato – sarebbe stato fatto in una chat del giugno 2022 tra l’ex arbitro Pietro Marinoni e Nicolò Fagioli, dalla quale sembrerebbe che anche Nicolò Pirlo avesse effettuato scommesse tramite le piattaforme gestite da Tommaso De Giacomo. “È uno di noi”, dice Fagioli del ragazzo. Aggiungendo: “E’ andato a recupero e suo papà l’ha beccato e gli ha bloccato i conti fino a che non ha compiuto i 18 anni. Ma fare a 17 anni 30 k di credito è roba”.
Com’è noto la Guardia di Finanza ha disposto il sequestro di quasi un milione e mezzo di euro: la gioielleria milanese Elysium veniva usata – secondo le accuse – per saldare i debiti degli sportivi per le giocate illegali attraverso la vendita di orologi di lusso. Il sistema architettato dal gruppo guidato da Tommaso De Giacomo, 38 anni, che stando alle indagini dirigeva e coordinava le attività connesse al gioco su piattaforme illecite e che gestiva una sala scommesse Snai a Milano di proprietà della madre e una nell’hinterland, era riuscito ad aggirare il tetto posto alle giocate ‘ufficiali’.

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