Sono due le vittime del terribile incidente di Lumezzane

Dopo il decesso del 31enne Marco Rossi che pur essendo privo di patente si trovava alla guida dell'utilitaria uscita di strada e andata in fiamme, all'ospedale ha perso la vita anche il 18enne Giorgio Botti di Sarezzo.

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Lumezzane. Sono due le vittime del terribile schianto che si è verificato poco prima della mezzanotte di giovedì a Lumezzane: a perdere la vita un 31enne di Villa Carcina, Marco Rossi, morto nell’abitacolo della sua Renault Clio andata in fiamme dopo essersi ribaltata ed essere finita contro un muro, vicino alle tubature del gas. Un altro giovane di 18 anni, Giorgio Botti di Valle di Sarezzo, ricoverato all’ospedale in condizioni disperate, non ce l’ha fatta ed è spirato nella mattina di questo venerdì.
L’incidente si è verificato tra Piazzale Europa e via Brescia dove la vettura, che viaggiava veloce, ha perso aderenza a causa della pioggia, schiantandosi e prendendo fuoco. Sull’auto si trovavano in quattro, tutti giovani residenti tra Sarezzo e Villa Carcina.
Mentre per il conducente – che, secondo le informazioni raccolte, non era in possesso della patente di guida – non c’è stato niente da fare, gli altri tre sono stati estratti dal rogo dell’utilitaria da alcuni passanti e da una pattuglia dei carabinieri che si trovava in zona e, avendo incrociato la piccola Clio lanciata a velocità eccessiva, stava tentando di raggiungerla. Purtroppo Marco Botti, 18 anni, è spirato più tardi dopo il ricovero al Pronto soccorso. Gli altri due giovani passeggeri, 22 anni, sono ricoverati con gravi ustioni.
Per la famiglia Botti si tratta dell’ennesima tragedia: nel 2016 il padre di Giorgio, Diego, aveva perso la vita in un infortunio avvenuto nell’azienda in cui lavorava, a Lumezzane.
“L’unica cosa certa è la tristezza per chi ha riportato gravi danni e soprattutto il dolore per questa tragedia”, ha commentato il sindaco di Lumezzane Josehf Facchini. “Quando succede un evento del genere è sempre triste, il fatto che si tratti di ragazzi così giovani non può che dare ulteriori sofferenze. L’auspicio è che chi è rimasto coinvolto e può ancora farcela, possa riprendersi quanto prima. Per chi purtroppo non è più su questa terra, una preghiera e cordoglio”.

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