Temù, omicidio Laura Ziliani: prime ammissioni del “trio criminale”

Crolla il muro di silenzio dei tre arrestati per la morte della ex vigilessa: Mirto Milani, fidanzato di Paola Zani, la maggiore delle figlie della 55enne, ha fatto le prime ammissioni. Anche le due ragazze sentite mercoledì dal pm.

Temù. Crolla il muro di silenzio del “trio criminale”, il terzetto formato da Silvia e Paola Zani e da Mirto Milani, arrestati lo scorso settembre con l’accusa di omicidio premeditato e occultamento di cadavere della ex vigilessa 55enne Laura Ziliani, madre delle due ragazze, il cui corpo venne ritrovato l’8 agosto del 2021 nei pressi della ciclabile di Temù (Brescia), a tre mesi esatti dalla sua scomparsa.

La donna, secondo gli esiti della perizia effettuata dall’istituto di Medicina Legale dell’ospedale Civile di Brescia, sarebbe stata stordita con benzodiazepine e poi soffocata. Il corpo venne ritrovato senza vestiti, ma solo con la biancheria intima, parzialmente ben conservato, nei pressi dell’alveo del fiume Oglio, dopo una piena che, probabilmente, fece emergere la salma dal nascondiglio di foglie e frasche in cui era stato seppellito. Secondo la procura i tre avrebbero cercato di scavare una fossa a poca distanza dal luogo in cui poi venne rinvenuto il cadavere.

Il fidanzato della maggiore delle sorelle ha fatto le prime ammissioni: ha confessato l’omicidio nel corso di un lungo interrogatorio in carcere richiesto dallo stesso indagato dopo la chiusura delle indagini da parte della Procura.
Anche le due figlie di Laura hanno chiesto l’interrogatorio che si è svolto, in modo separato, nella giornata di mercoledì al carcere di Verziano.
Prime ammissioni dunque per i presunti responsabili che potrebbero ora rimpallarsi le responsabilità di un delitto maturato, a quanto appurato dagli inquirenti, per motivazioni economiche.
Le figlie, e con loro Milani, avrebbero voluto gestire in modo autonomo il cospicuo patrimonio immobiliare della Ziliani e rientrare di alcuni investimenti che avevano effettuato.

 

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