Barbariga, nel Giardino dei Giusti i cippi a Settimia Spizzichino e Vito Fiorino

Intitolazione a Settimia, superstite dell'Olocausto, unica donna sopravvissuta al rastrellamento del ghetto di Roma e a Vito, pescatore, passato alla cronaca nazionale per aver salvato 47 migranti, a Lampedusa. La cerimonia mercoledì 9 marzo.

(red.) Mercoledì 9 marzo, a Barbariga (Brescia) presso Torre Passeraia in via Garibaldi, è in programma la cerimonia di celebrazione dell’istituzione del “Giardino dei Giusti” e l’intitolazione dei cippi a Settimia Spizzichino (Roma, 1921 –2000) superstite dell’Olocausto, unica donna sopravvissuta al rastrellamento del ghetto di Roma e a Vito Fiorino, pescatore, falegname passato alla cronaca nazionale per aver salvato 47 migranti, presente alla celebrazione.  

Le celebrazioni sono organizzate dalla Fondazione Filosofi lungo l’Oglio, presieduta dalla filosofa Francesca Nodari e direttrice dell’omonimo festival con il patrocinio dei comuni coinvolti, l’adesione della Prefettura di Brescia e avvalendosi della stretta collaborazione di Gariwo.
Dal 7 al 9 marzo sono stati onorari nei Giardini di Brescia e Lograto Paolo De Benedetti, Oreste Ghidelli, Madre Angela Dusi, Andra e Tatiana Bucci.

La vita di Settimia Spizzichino è uno dei pochi esempi di salvezza dal campo di Auschwitz-Birkenau. Fu l’unica donna a salvarsi dal rastrellamento operato nel ghetto ebraico di Roma il 16 ottobre 1943: dovette affrontare la “marcia della morte” fino all’altro campo di Bergen-Belsen, dove si nascose tra i cadaveri in attesa della liberazione.  Nel corso della sua vita divenne una delle preminenti testimoni e memorie storiche della Shoah nel nostro paese.

L’esempio di Vito Fiorino è il simbolo delle più recenti discriminazioni. Originario di Bari, ma cresciuto a Sesto San Giovanni (Milano), Vito è un falegname e pescatore per passione, trasferitosi da molto tempo a Lampedusa.

vito fiorino

Qui, il 3 ottobre 2013, è stato soccorritore durante una delle terribili tragedie in mare: fu lui a dare l’allarme alla Capitaneria di porto, riuscendo a salvare 47 migranti, tra cui una donna. Fiorino ha ancora contatti con i migranti che ha soccorso, che oggi lo chiamano “papà”. Ogni anno, in occasione dell’anniversario della tragedia, i ragazzi eritrei da lui salvati (che vivono nel Nord Europa) tornano per salutarlo e commemorare la ricorrenza insieme a lui.
Alla cerimonia in suo onore, alla sua presenza, sarà trasmesso un contributo video di Pietro Bartolo, medico dell’isola di Lampedusa, noto alle cronache di migrazione, oggi europarlamentare a Bruxelles.
Nel corso della cerimonia interverranno il sindaco di Barbariga, Giacomo Uccelli; il direttore dell’area pastorale per la mondialità della Diocesi di Brescia, don Roberto Ferranti; il maggiore Tedros Christian Comitti Berè, comandante carabinieri Compagnia di Verolanuova; Anna Foa e Francesca Nodari.

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