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Patrick Zaki sarà scarcerato, la gioia di Brescia

Accolta con gioia, anche in città, la notizia dell'annunciata scarcerazione dello studente egiziano, cui è stata intitolata la prima edizione del Premio "Brescia per la pace".

(red.) “Ti aspettiamo”. È unanime il sospiro di sollievo in Italia per l’annunciata scarcerazione di Patrick Zaki, dopo un anno e 10 mesi passati in carcere in Egitto per reati di opinione.
Il presidente del Consiglio Mario Draghi in un comunicato fa trapelare la sua soddisfazione, assicurando che la vicenda di Patrick “è stata e sarà seguita con attenzione dal governo italiano”.
Anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio parla di un “primo obiettivo raggiunto”. E guarda avanti, fino all’assoluzione: “Continuiamo a lavorare silenziosamente, con costanza e impegno”, rivendicando il lavoro svolto in sordina dal corpo diplomatico. Il titolare della Farnesina ha telefonato all’ambasciatore italiano al Cairo Michele Quaroni per ringraziarlo del lavoro svolto.

E soddisfazione anche a Brescia per la scarcerazione, non ancora avvenuta per questioni burocratiche e rimandata di un paio di giorni, dello studente egiziano, ricercatore all’ Università di Bologna.
Nei giorni scorsi, su una delle facciate di Palazzo Loggia, lato piazza Rovetta, è stata appesa una sagoma sorridente di Zaki , vicina allo striscione in cui si chiede “Verità per Giulio Regeni”. Due ragazzi protagonisti di drammatiche vicende al centro della politica e della società italiana ed internazionale.

Anche a Brescia la delegazione locale di Amnesty International si è riunita in piazza per festeggiare la notizia, con un invito alla prudenza perchè “la strada per la liberazione di Zaki è ancora lunga”. Il Comune di Brescia ha intitolato allo studente egiziano il primo premio “Brescia per la pace” a Patrick.

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