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Pranzo per Mattarella “lievitato” nei costi, esposto alla Procura

Nel documento, sottoscritto da alcuni dipendenti dell'Ateneo di Brescia, si chiede di verificare i costi per il pranzo offerto al Presidente della Repubblica, "cresciuto" di 12mila euro rispetto al preventivo.

(red.) Un pranzo troppo caro quello offerto in occasione della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Ateneo di Brescia per l’inaugurazione dell’anno accademico?
E’ un interrogativo contenuto in un esposto finito sotto la lente della procura di Brescia e del nucleo di polizia economico-finanziaria.
Qual è l’accusa contenuta nel testo sottoscritto il 3 novembre da una ventina di  “dipendenti dell’Università degli Studi di Brescia”, i quali, venuti a conoscenza dell’ammontare della spesa sostenuta lo scorso 18 maggio per accogliere il Capo dello Stato hanno segnalato quelle che, a loro avviso, sarebbero delle ” incongruenze amministrative”.

Nell’esposto si fa riferimento al via libera alle forniture e ai servizi dato dalla direttrice generale dell’Ateneo, Loredana Luzzi, “senza che detta spesa abbia una regolare imputazione contabile”. Una modalità che sarebbe, secondo gli scriventi, in violazione delle “più elementari norme di trasparenza e correttezza di gestione del bilancio”.
Il preventivo presentato dalla ditta “Inrete” all’Ateneo, ammontava 40.205,68 euro, ma, successivamente è “lievitato”, aggiungendo 12.745,56 euro, cifra che, per i 43 commensali presenti al pranzo, vale oltre 1.500 euro pro capite, cui si aggiungono quelle per le riprese audio-video, per la musica e per l’attività coreutica. Il totale ammonta a 57mila euro.
I sottoscrittori dell’esposto si sono quindi rivolti alla magistratura per  “svolgere le opportune indagini” finalizzate a verificare se sussistano “le ipotesi di reato (abuso d’ufficio, falso in bilancio, falso in atto pubblico) o, in ogni caso, violazioni delle norme relative al contenimento della spesa pubblica, alla disciplina degli appalti”.

 

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