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Inchiesta No Vax, perquisizioni anche nel Bresciano

Si tratta di un operaio 50enne residente a Cologne e di un commerciante di 57 anni abitante a Barbariga. L'indagine della procura di Torino, partita da una chat su Telegram, vede coinvolte 18 persone in tutta Italia.

(red.) Ci sono anche due bresciani tra i 18 indagati da parte della procura di Torino nell’ambito dell’inchiesta sui No Vax No Green Pass. Si tratta di un operaio 50enne residente a Cologne e di un commerciante di 57 anni abitante a Barbariga le cui abitazioni – come quelle delle altre persone coinvolte nell’indagine – sono state perquisite  dalla Digos e dalla Polizia Postale. Vi sono state sequestrate una balestra, due baionette, un fucile antico e dei coltelli.
Non viene loro contestato un reato materiale, ma l’istigazione a delinquere con l’aggravante di strumenti telematici e l’istigazione a disobbedire le leggi. Tra gli indagati ci sono facce note alle forze di polizia e da tempo su posizioni estremiste, ma anche personaggi con precedenti per furto e rapina oppure semplici cittadini incensurati che si sarebbero fatti travolgere da una propaganda esasperata.
Nell’abitazione di un indagato che vive a Palermo sono stati ritrovati e sequestrati cinque litri di acido tenuti in una tanica e pare che proprio l’uomo invitasse a lanciare contro le forze dell’ordine bottiglie piene d’acido attraverso la chat su Telegram frequentata dai No Vax.
L’indagine ha preso le mosse da un gruppo battezzato «Basta dittature» e con oltre 40mila follower, che è stato chiuso a fine settembre dalla piattaforma social russa perché incitava alla violenza, ma è stato riaperto sotto il nome «Basta dittature – proteste» con circa 8mila iscritti,.
Su queste chat sarebbero stati postati messaggi minacciosi e veramente pesanti. Il campionario è vario e secondo gli investigatori da prendere sul serio perché non si tratterebbe solo dei soliti “leoni della tastiera”, gente che si scatena ed esagera con le parole dietro l’anonimato fornito dal computer. Si va dalle minacce di “fucilazioni” e “impiccagioni” alle invocazioni a Dio affinché punisca gli impostori del vaccino e del green pass con un “giudizio spietato”, sono stati invocati blocchi stradali e ferroviari, e addirittura “gambizzazioni”.
Insomma, tra le centinaia di messaggi ce ne sono che invitano a prendere le armi e a compiere atti di violenza. Nel mirino le più alte cariche istituzionali a cominciare dal presidente del Consiglio Mario Draghi, e poi i politici, le forze di polizia, i giornalisti, i medici, gli scienziati, tutti ritenuto asserviti e complici della cosiddetta “dittatura sanitaria”.

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