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20enne bresciano ucciso in una lite a Mantova

Il giovane residente a Marcheno, di origini africane, colpito con un fendente allo stomaco durante un alterco con altre due persone, è spirato al Carlo Poma. Fermato un 21enne magrebino.

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(red.) E’ Abdul Mobarik Zanre, un 20enne bresciano di origini africane residente a Marcheno, in Valtrompia, dal 2018 inserito nel progetto Sprar, la vittima di una violenta aggressione avvenuta nella notte di lunedì, attorno alle 22, nel centro di Mantova.
All’origine del grave fatto di sangue ci sarebbe stata una lite con altre due persone, culminata con un fendente vibrato allo stomaco del 20enne bresciano che è spirato dopo il ricovero all’ospedale Carlo Poma della città virgiliana.

Secondo le prime testimonianze raccolte dalle forze dell’ordine che indagano sull’accaduto, la discussione sarebbe iniziata nei pressi di un locale davanti alla stazione ferroviaria di piazza Don Leoni.

Una coppia di ragazzi sarebbe stata accusata dal 20enne del furto di un cellulare. Mentre il presunto derubato stava allertando la polizia, i due giovani, un maschio e una femmina, si sono allontanati, ma il 20enne bresciano li avrebbe raggiunti, iniziando una colluttazione che è poi proseguita, tra grida e colpi fino alle strade del centro (che dista poche centinaia di metri dalla stazione) e al portico di via Bonomi.
A un certo punto i due ragazzi sono fuggiti inseguiti dal 20enne che si teneva lo stomaco e dopo pochi passi è caduto a terra, sanguinante.

Sul posto è giunta un’ambulanza con un’automedica del 118: i soccorritori hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione sul posto, ma per il ragazzo non c’è stato nulla da fare. E’ spirato subito dopo il ricovero a Pronto Soccorso.
I carabinieri avrebbero già  individuato l’aggressore, un ragazzo di 21 anni, di origine magrebina senza fissa dimora che vive tra la provincia di Verona e quelle limitrofe. Nelle prossime ore il presunto omicida comparirà davanti al giudice per la convalida del fermo.

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