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Blitz antimafia a Brescia, convalidati gli arresti

Restano in cella i presunti affiliati alla 'ndrangheta arrestati nel bresciano lunedì. Tra loro anche Francesco Candiloro, contitolare di una pasticceria in città.

(red.) Restano in carcere i tre accusati dell’omicidio di Marcello Bruzzese, il fratello del collaboratore di giustizia ucciso il 25 dicembre del 2018, a Pesaro. Convalidati i fermi eseguiti lunedì ed emessi dalla Procura distrettuale antimafia di Ancona: Francesco Candiloro, 42 anni, contitolare di una pasticceria a Brescia, Michelangelo Tripodi, 43 anni, e Rocco Versace, 54 anni.

Fermo convalidato anche per Giuseppe Zappia di Nuvolera, Michelangelo Tripodi e Gianenrico Formosa residente a Flero, in carcere da lunedì con l’accusa di detenzione di armi da guerra, con l’aggravante di aver agito per conto della ‘ndrangheta.
Candiloro e Tripodi sono accusati di essere gli autori materiali dell’omicidio del fratello del pentito Girolamo Biagio, quello che nel 2003 uscì dalla ‘ndrangheta, mentre il terzo sarebbe stato il loro complice, quello che avrebbe effettuato sopralluoghi a Pesaro e li avrebbe agevolati nella pianificazione del delitto.

Candiloro, rinchiuso nel carcere di Brescia, e Tripodi, in carcere a Vibo Valentia, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
L’unico che ha parlato, provando a smontare le accuse e a negare i fatti, è stato il presunto complice Versace, in carcere a Palmi (in provincia di Reggio Calabria), dove si trova anche un quarto della cosca Crea, anche lui oggetto di fermo lunedì (ma non per i fatti di Pesaro), Vincenzo Larosa, 49 anni, il trafficante di armi (la convalida c’è stata anche per lui).

I tre, per i quali ha proceduto la procura distrettuale dorica, sono accusati di omicidio premeditato aggravato dall’associazione mafiosa, porto e detenzione illegale di armi. Avrebbero agito per vendicare un assassinio, poi fallito, commesso da Girolamo Biagio prima di diventare collaboratore di giustizia.

 

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