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Ordine agronomi e forestali, rinnovato il consiglio: torna Gianpietro Bara

(red.) L’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali bresciani punta al rinnovamento, ma sceglie l’esperienza. il nuovo vertice dell’Ordine, che conta ben 6 consiglieri nuovi su un totale di 9, sarà infatti guidato da Gianpietro Bara già presidente dal 2009 al 2017.  Al suo fianco, come vicepresidente, Anna Mazzoleni. Il ruolo di segretario dell’Ordine è stato assegnato a Aldo Sardini e nuovo tesoriere sarà il consigliere uscente Mauro Guerrini. Completano la squadra i nuovi eletti: Daniela Conte, Angela Ortogni, Salvatore Agliata, Federica Mereghetti e Giacomo Valtorta.
Nella provincia di Brescia esercitano 250 iscritti, dei quali l’80% è rappresentato da dottori agronomi e il 20% da dottori forestali.

“Esprimo soddisfazione per quella che in effetti è una riconferma. Ringrazio la presidente uscente, Elena Zanotti, per il grande lavoro svolto negli ultimi 4 anni, che consente al nuovo consiglio di partire con il piede giusto”, ha dichiarato Barra dopo l’elezione. “Quale presidente, ho l’occasione e il dovere di mettere a disposizione l’esperienza già maturata nei precedenti mandati, sia provinciali, sia regionali, con una squadra quasi interamente rinnovata grazie una buona componente giovane, che qui potrà formarsi e divenire la prossima classe dirigente. Ritengo sia importante proseguire nel processo di affermazione e ammodernamento della professione in un contesto di nuove sfide: parlo in particolare del modello di sviluppo sostenibile, oggi al centro delle politiche europee del Green New Deal, di Agenda 2030 dell’Onu e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Al dottore agronomo e al dottore forestale spettano ruoli primari in questo processo di innovazione, per le peculiarità del loro percorso formativo, che mettono in relazione la qualità della vita con la progettazione delle produzioni agroalimentari di qualità, la tutela dell’ambiente con i paesaggi agrari e naturali, la cura delle foreste con i cambiamenti climatici, e così via. Intendo inoltre lavorare per favorire l’accesso dei giovani alla professione, anche in sinergia con il corso di laurea che da pochi anni l’Università di Brescia ha attivato per preparare i futuri dottori agronomi”.

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