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Decessi sospetti, Mosca chiede il giudizio immediato

L'ex primario del pronto soccorso di Montichiari, ai domiciliari da gennaio, è accusato di avere cagionato la morte di due pazienti affetti da Covid.

(red.) Ha scelto il rito immediato Carlo Mosca, l’ex primario del pronto soccorso di Montichiari (Brescia), arrestato  lo scorso gennaio con l’accusa di avere soppresso pazienti ammalati di Covid, somministarndo farmaci letali.

Mosca è accusato di duplice omicidio volontario pluriaggravato e falsificazione delle cartelle cliniche. Secondo l’accusa, il medico, 48 anni, nato a Cremona e residente a Mantova, avrebbe somministrato iniezioni letali a Carlo Bassi, 61enne di Ghedi, e ad Angelo Paletti, 79enne di Isorella, deceduti il 20 e il 22 marzo 2020 dopo un presunto trattamento a base di succinilcolina e di Propofol. Medicinali che, se somministrati senza immediata intubazione, risultano mortali.

Ai domiciliari dal 25 gennaio scorso, giorno del suo arresto, Mosca ha scelto di comparire davanti alla Corte d’assise il prossimo 1 dicembre, senza ricorrere all’udienza preliminare, che era prevista nella giornata di venerdì 17 settembre.

A far partire l’inchiesta un infermiere dell’ospedale monteclarense che, in un messaggio ad un collega, scriveva “Io non ci sto ad uccidere pazienti solo perché vuole liberare dei letti”.

Secondo il gip che decretò per il medico gli arresti domiciliari, è “verosimile” che Mosca “fosse determinato ad uccidere poiché mosso dalla volontà di ‘liberare’ non solo e non tanto posti letto, bensì risorse strumentali ed energie umane, fisiche ed emotive, dei colleghi medici, degli infermieri e di tutti gli altri operatori del Pronto soccorso”.

Il medico si è sempre difeso dichiarandosi innocente e respingendo tutti gli addebiti.

 

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