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Ucciso in Messico, presto a Borgosatollo le ceneri di Michele

Dopo oltre un mese dall'omicidio del 42enne Michele Colosio, le spoglie dell'uomo potranno afre rientro a casa. Ancora irrisolto il caso.

(red.) Ucciso l’11 luglio scorso in una sparatoria avvenuta in strada a San Cristobal de las Casas, in Chiapas, Messico, le spoglie del 42enne bresciano Michele Colosio potranno, a breve, fare rientro a Borgosatollo, paese d’origine del volontario.
Il vice procuratore Rene Daniel Gordllo Zavareta, titolare delle indagini sull’omicidio di Colosio, ha autorizzato il nullaosta per il rimpatrio.

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Dopo la cerimonia funebre che si è svolta nel paese centroamericano qualche giorno dopo l’omicidio di Colosio, da tutti conosciuto con il nome di Miguel, ora, finalmente, i parenti e gli amici lo potranno salutare anche in Italia.

Quattro i colpi esplosi a distanza ravvicinata che hanno freddato il 42enne, ex tecnico di radiologia al Civile di Brescia, da anni impegnato in progetti di solidarietà nel paese messicano. Ma, allo stato attuale, sulla sua uccisione, ancora solo ipotesi perchè l’inchiesta avviata in Messico e quella aperta dalla Procura di Roma, non hanno prodotto ancora risultati: nessuna persona è stata ancora iscritta nel registro degli indagati, nè è stato chiarito il movente dello spietato omicidio.

Subito dopo la morte di Colosio venne organizzata una fiaccolata per ricordare il volontario e per ribadire il fermo no alla violenza di strada, una piaga nel paese centroamericano, dove sono frequenti episodi simili. Potrebbe infatti anche essere stato un tragico scambio di persona quello in cui è incappato Colosio, che potrebbe essere stato ucciso “per errore” da una delle tante bande del narcotraffico locale. Ma certezze, ancora, non ci sono.

Intanto, la famiglia ha realizzato un video commemorativo per Michele, con foto e messaggio di chi lo ha conosciuto ed amato. Giovedì prossimo è stata fissata una veglia in ricordo del volontario bresciano.

 

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