Coltellate contro un barista in via Sostegno, arrestato per tentato omicidio

Si tratta di un nigeriano del 1986, senza documenti in regola, latitante dal 2019. L'aggressione per futili motivi.

(red.) Nella mattinata di oggi, mercoledì 25 agosto, operatori della Squadra Mobile hanno dato esecuzione all’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Brescia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, con la quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino nigeriano dell’86, già gravato da precedenti penali e irregolare sul Territorio Nazionale, gravemente indiziato di tentato omicidio commesso lo scorso 4 agosto a Brescia nei confronti di due connazionali.

coltellate in via sostegno

Le indagini sono state intraprese dalla Squadra Mobile a seguito del tentato omicidio di due nigeriani avvenuto il 4 agosto all’interno di un bar di Via Sostegno, a Brescia. Tra le vittime, particolarmente gravi sono risultate le condizioni del titolare dell’esercizio commerciale, che è stato ricoverato d’urgenza presso l’ospedale Civile di Brescia per le numerose ferite da arma da taglio al volto, al petto e alle braccia riportate durante l’aggressione.

L’attività investigativa ha permesso, tramite le testimonianze delle vittime e dei soggetti identificati sul luogo dell’aggressione, di acquisire i primi gravi indizi a carico dell’immigrato nigeriano, irreperibile già dal gennaio 2019, quando si era sottratto a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa a seguito di un’evasione dagli arresti domiciliari.

coltellate in via sostegno

Grazie alle attività tecniche avviate in via d’urgenza, l’individuo è stato individuato il 5 agosto, in un’abitazione nel comune di Bovezzo (Brescia), dove lo stesso, si era recato per pochi minuti, poco dopo aver aggredito i suoi connazionali, per cambiarsi i vestiti, che difatti sono stati rinvenuti ancora intrisi di sangue all’interno dell’appartamento e sottoposti a sequestro.

Sempre grazie ai presidi tecnologici, l’aggressore è stato poi localizzato nel comune di Ponte San Pietro (Bergamo), dove, nel primo pomeriggio del 6 agosto, è stato casualmente controllato sulla pubblica via da una pattuglia dell’Arma dei Carabinieri e sottoposto alla misura cautelare in carcere emessa nel 2019

L’uomo poteva usufruire di un appartamento-nascondiglio nel comune orobico. La perquisizione domiciliare ha permesso, infatti, di rinvenire un grosso coltello da cucina, ancora intriso di sangue, perfettamente coincidente a quello descritto dai testimoni come l’arma utilizzata per commettere il tentato omicidio.

In merito alle condizioni delle vittime, il più grave dei due è stato successivamente dimesso con una prognosi di 40 giorni, mentre il connazionale, che presentava anch’esso ferite d’arma bianca all’avambraccio sinistro e nella zona anteriore del collo per circa un cm, è stato dimesso con prognosi di 15 giorni.

Gli elementi raccolti durante l’indagine hanno permesso di far luce sulle motivazioni del gesto, da individuarsi nel rancore nutrito dall’indagato nei confronti del titolare dell’esercizio commerciale, che alcuni giorni prima lo aveva allontanato dal bar impedendogli di praticare all’interno un gioco d’azzardo chiamato “Gamble”, con altri connazionali. Ne era scaturito un acceso diverbio a seguito del quale l’indagato aveva minacciato ripetutamente il titolare che “gliel’avrebbe fatta pagare”.

Nel pomeriggio del 4 agosto l’aggressore ha pertanto deciso di porre in essere la sua vendetta e, presentatosi al Bar di Via Sostegno armato di un grosso coltello, si è scagliato contro il connazionale colpendolo ripetutamente. Solo grazie all’intervento di alcuni dei presenti intervenuti in difesa della vittima, tra cui l’altro ferito, l’aggressore è stato fatto desistere e messo in fuga.

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