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Morte di Samuele, si indaga per omicidio preterintenzionale

La procura a Brescia vuole chiarire le cause del decesso del 20enne, che, qualche ora prima della morte, aveva litigato con alcuni coetanei e poi era caduto picchiando la testa.

(red.) Il fascicolo aperto senza ipotesi di reato ora è stato istruito per omicidio preterintenzionale, ma sempre senza indagati.

Per la morte di Samuele Freddi, il 20enne di Manerba del Garda colto da malore fatale nella serata di sabato 30 luglio mentre si trovava nella sua abitazione, ora la procura di Brescia indaga con un’ipotesi di reato precisa, ovvero che la morte del giovane, figlio del noto pittore gardesano Francesco, sia legata ad un fatto precedente e collegato al decesso.

A quanto è stato possibile finora ricostruire, Samuele, nel pomeriggio di sabato, si è recato al pronto soccorso di Gavardo per una caduta in cui aveva picchiato al testa.
Dopo esser stato visitato, il 20enne aveva firmato le dimissioni ed era tornato a casa dove poi si è sentito male ed è morto.
Qualche ora prima del decesso e prima della visita all’ospedale, il ragazzo pare avesse litigato con alcuni coetanei, per la foratura di una gomma dell’auto, era poi caduto e aveva picchiato il capo.

Quel trauma alla testa è stato la causa del malore fatale? L’autopsia, in programma all’Istituto di Medicina Legale del Civile di Brescia per la giornata di mercoledì 4 agosto, dovrà sciogliere i dubbi relativi alle cause del decesso.

Intanto, il pm Maria Cristina Bonomo, ha aperto un fascicolo d’inchiesta, finora senza indagati. Acquisiti i referti medici di quella sera, che non avrebbero rilevato criticità. Il ragazzo, che aveva lasciato l’ospedale firmando le dimissioni, risultava lucido. Ascoltati dai carabinieri i due amici di Samuele che erano con lui al momento della caduta.

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