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Artigiano ferito al Violino, indagato anche il barista

Il titolare del locale ha confermato la versione fornita dal feritore, un 53enne amico della vittima, il quale ha parlato di colpo partito accidentalmente.

(red.) C’è un’ altra persona indagata nel ferimento al quartiere Violino, in cui è rimasto ferito gravemente  Enrico Valotti, elettricista 53enne, colpito da un proiettile sparato accidentalmente da un amico coetaneo, artigiano, che si è costituito in procura.

Nei guai è finito anche il barista del G&G Cafè, che, nelle prime fasi successive al ferimento, aveva avallato la versione del feritore. Il titolare del locale al Violino di Sotto si è recato in procura raccontando quanto accaduto quella sera.

In quello che, all’inizio, sembrava un giallo di difficile risoluzione per gli inquirenti, in un quadro da far west cittadino, con il racconto, da parte dei testimoni, di una vettura in corsa dalla quale sarebbe stato esploso il colpo, e che poi si è rivelata essere una spacconata “da bar”, con l’artigiano 53enne, G.L. le sue iniziali, ora indagato a piede libero per tentato omicidio e detenzione illegale di arma da fuoco, che avrebbe mostrato la pistola gli amici, da cui poi sarebbe scaturito erroneamente un colpo che ha ferito Valotti, ora emergono le responsabilità per l’accaduto.

Nella mattinata di giovedì 29 luglio, l’artigiano 53 enne che ha confessato di avere ferito accidentalmente Enrico Valotti comparirà davanti al gip di Brescia per l‘interrogatorio di convalida dell’arresto.

La versione del ferimento accidentale sarebbe stata confermata anche dallo stesso Valotti, raggiunto da un proiettile che gli ha procurato lesioni a stomaco, milza e pancreas.
Il ferito, ancora ricoverato al Civile di Brescia, ma non più in pericolo di vita, è stato ascoltato dagli agenti della squadra mobile, e avrebbe condiviso la versione dell’amico e del barista.

L’arma che era nelle disponibilità dell’amico 53enne, acquistata da un immigrato per 400 euro, è stata sequestrata. Si tratta di una calibro 22, inviata alla polizia scientifica di Milano per i rilievi e per cercare di risalire alla sua provenienza.

 

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