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Salò: “Alexander Kassen non voleva sottrarsi al processo”

Le parole dell'avvocato difensore del 52enne tedesco arrestato per la morte di Greta e Umberto nell'incidente nautico sul Garda.

(red.) La notizia dell’ arresto del turista tedesco di 52anni coinvolto nel terribile schianto avvenuto sulle acque del Benaco il 19 giugno scorso e in cui hanno perso la vita Greta Nedrotti, 25 anni e l’amico Umberto Garzarella, 37, è rimbalzata su tutti i quotidiani e anche il giornale tedesco Bild dà ampio rilievo alla svolta del caso, dopo che il tribunale di Monaco ha confermato l’arresto richiesto dalla procura di Brescia.

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Il legale di Alexander Kassen, prelevato dai carabinieri a Vipiteno, al confine dell’Italia, nelle prime ore del mattino di lunedì 5 luglio, ha infatti rilasciato alcune dichiarazioni al Bild: “In consultazione con l’avvocato difensore italiano, sono stati presi contatti con la procura locale dopo che erano circolate voci di un mandato di arresto europeo sulla stampa. E’ stato subito deciso che avrebbe affrontato la situazione. È stato concordato con il pubblico ministero locale che si sarebbe recato volontariamente al confine e non sarebbe stato scoperto durante un controllo di routine del traffico. È stato portato alla stazione di polizia di Salò. Continuerà ad affrontare il processo e non aveva intenzione di sottrarsi al processo”.

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L’uomo, è emerso in queste ultime ore, sarebbe stato ubriaco quando è avvenuto l’incidente fra il potente Aquarama, che viaggiava oltre la velocità consentita.
La richiesta di una perizia cinematica sui natanti è stata inoltrata da entrambe le parti.
“Per le indagini sull’incidente”, si legge sul Bild , “si tiene conto della posizione delle navi, della loro velocità e dell’uso delle luci di navigazione. Oltre alla barca sventrata, gli inquirenti hanno accesso a testimonianze, strumenti a bordo del Riva Aquarama sequestrato e frammenti di legno della barca speronata”.

Inoltre, gli iPhone e altri effetti personali di Patrick Keller (52) e dell’amico che era con lui sul motoscafo, Christian T. (52) sono stati confiscati prima del loro ritorno in Germania.

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