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Omicidio di Jessica, archiviazione per nove indagati

Per la morte della 37enne, trovata senza vita nella centrale idroelettrica di Prevalle, rimane indagato solo Giancarlo Bresciani.

(red.) Svolta nell’inchiesta per la morte di Jessica Mantovani, la 37enne trovata senza vita nella centrale idrolettrica di Prevalle (Brescia) il 12 giugno 2019.
Il sostituto procuratore Gianluca Grippo ha infatti archiviato la posizione di nove persone finite sotto inchiesta per l’omicidio della giovane. Ora l’unico indagato è il 53enne Giancarlo Bresciani, proprietario dell’abitazione in cui la vittima aveva trascorso alcune ore nell’ultima serata prima di morire.

L’uomo è accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Le altre otto persone erano indagate per concorso in occultamento di cadavere.

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Archiviata anche la posizione di Marco Zocca, il 24enne accusato di omicidio volontario, il quale  aveva trascorso parte della serata del 12 giugno di due anni fa con Jessica Mantovani e Giancarlo Bresciani. Una traccia ematica contenente il profilo genetico del ragazzo era stata rinvenuta nell’abitazione del Bresciani, ma il gip ed il tribunale del Riesame avevano negato la carcerazione con al motivazione che fosse impossibile risalire all’epoca della macchia di sangue.

La 37enne, quella sera, era stata accompagnata a casa di Bresciani dal padre. Lì avrebbe consumato cocaina insieme con l’uomo e quindi avrebbe poi telefonato al genitore per essere riaccompagnata a casa, ma, una volta arrivato in via Tresanda, di Jessica non vi era traccia.
La donna venne poi rinvenuta nella centrale idroelettrica del paese bresciano. L’autopsia rivelò che la 37enne era stata colpita con calci e pugni e poi gettata in acqua ancora viva.
Giancarlo Bresciani si è sempre difeso dall’accusa di omicidio, affermando che la donna era uscita di casa da sola.
I legali della famiglia Mantovani hanno annunciato ricorso contro la decisione del tribunale di Brescia.

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