Quantcast

Omicidio volontario: resta ai domiciliari l’ex primario di Montichiari

Anche la Cassazione ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dai legali di Carlo Mosca. Avrebbe somministrato farmaci che hanno provocato la morte di due pazienti affetti da Covid.

(red.) Anche la Cassazione ha respinto la richiesta di ritorno in libertà presentata da Carlo Mosca, il primario del Pronto soccorso dell’ospedale di Montichiari sospeso dopo gli arresti domiciliari avvenuti lo scorso gennaio con l’accusa di omicidio volontario ai danni di due pazienti affetti da coronavirus. In precedenza a bocciare la richiesta dei legali del medico erano stati il Gip e il tribunale del Riesame di Brescia.
Secondo il Gip “Mosca ha somministrato le sostanze più volte menzionate, non per una intollerabile leggerezza, imprudenza o per effetto di una inescusabile imperizia, bensì nella piena consapevolezza”.
Queste scelte avrebbero portato alla morte due pazienti malati di Covid di 61 e 79 anni, ai quali il medico avrebbe prescritto farmaci letali. Nel corpo di una delle vittime, riesumato durante le indagini, sono state trovate tracce di Propofol, un potente anestetico. Oltre al Propofol, Mosca avrebbe somministrato anche Succinilcolina.
Il medico ha sempre negato gli addebiti.

 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.