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Merce rubata per oltre 100 mila euro: arrestati marito e moglie

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(red.) Nella mattinata di martedì 18 maggio, i Carabinieri della Stazione di Artogne hanno dato esecuzione ad un provvedimento di arresto a carico di una coppia di cittadini romeni, lui di 33 e lei di 32 anni, residenti a Pian Camuno. L’ordinanza di applicazione delle due misure cautelari è stata emessa dal Gip del Tribunale di Brescia e il reato contestato è quello di ricettazione in concorso.

 

Le indagini erano state avviate nell’aprile del 2020. I Carabinieri avevano scoperto che marito e moglie si occupavano della “rivendita on line” di utensili elettrici professionali, comunemente utilizzati per i lavori nei cantieri edili. Le inserzioni, pubblicate su noti social, hanno insospettito i militari che, dopo le preliminari verifiche, hanno deciso di approfondire la vicenda e sono risaliti ai due coniugi.
Dopo aver individuato la loro abitazione, hanno perquisito il garage e all’interno hanno sequestrato numerose valigie contenenti trapani, livelle laser, smerigliatrici e avvitatori di note marche del settore, il cui valore ammontava a circa centomila euro.

 

Le successive indagini hanno permesso di accertare che quegli attrezzi erano tutti di provenienza furtiva, frutto di colpi in numerose città del nord Italia e il garage della coppia romena era il “covo” ove la refurtiva era stata stoccata prima di essere venduta e spedita agli ignari acquirenti.
Dall’esame del computer e dei telefoni sequestrati agli indagati, sono spuntate fuori migliaia di chat relative alle trattative di compravendita degli utensili da lavoro, comprensive di descrizione dei prodotti, fotografie e prezzo richiesto.

 

I carabinieri hanno catalogato la refurtiva e gran parte della stessa è stata restituita agli aventi diritto, che nel frattempo avevano presentato denuncia di furto. All’atto dell’arresto i militari hanno nuovamente perquisito l’abitazione dei due, sottoponendo a sequestro circa una decina di attrezzi, oltre a 70 confezioni di spazzolini elettrici e circa 5.000 euro in contanti, ritenuti di provenienza illecita. Il 33enne è stato associato in carcere a Brescia, mentre la moglie è stata ristretta ai domiciliari.

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