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E’ morto Kim Borromeo, fece l’attentato alla sede Psi di Brescia

Esponente storico di Avanguardia Nazionale era stato convolto in diversi episodi oscuri dell'eversione nera nella nostra provincia. Aveva 67 anni.

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(red.) E’ morto a Brescia a 67 anni Kim Borromeo, lo storico esponente del neofascismo di Avanguardia Nazionale condannato nel febbraio del 1973 per un attentato dinamitardo contro la sede della Federazione del Psi di Brescia, che a quel tempo era in Largo Torrelunga dove ora c’è la biblioteca. La bomba devastò l’interno della sede del partito.
In quegli anni a Brescia s’intrecciavano diverse piste della strategia della tensione nera che il 28 maggio dell’anno dopo portò alla strage di piazza della Loggia. Proprio nel mese di marzo del 1974 Kim Borromeo fu protagonista di un altro oscuro episodio, quando venne arrestato dai carabinieri a Sonico, in Valcamonica, con un’altra persona a bordo di una Fiat 128 che trasportava nel bagagliaio otto chili di plastico e 364 candelotti di tritolo.
L’operazione, organizzata dall’allora capitano dei carabinieri Francesco Delfino – poi diventato generale – comandante del Nucleo investigativo, era stata battezzata “Basilico” e i due erano caduti nella trappola tesagli con la collaborazione di Giovanni Maifredi che aveva informato i militari del numero di targa dell’auto contenente l’esplosivo, diretta in Valtellina dove avrebbe dovuto consegnare il materiale a Giancarlo Fumagalli, esponente del Mar, Movimento di azione rivoluzionaria.

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