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Banca clandestina scoperta dalla Finanza, arrestati anche due bresciani

I due, amministratori di una società di Lonato, avrebbero fatto parte di questa presunta associazione a delinquere.

(red.) Ci sono anche due imprenditori residenti nel bresciano tra i 16 arresti – una in carcere e l’altro ai domiciliari – su disposizione del giudice di turno del tribunale di Milano nell’ambito di una complessa inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza. Di fatto gli inquirenti hanno scoperto una sorta di banca clandestina coordinata da egiziani e sviluppata anche da imprenditori italiani. Un sistema in grado di movimentare fino a 96 milioni di euro riciclando denaro di provenienza illecita.

E tra gli arrestati, come detto, ci sono una donna di 51 anni – amministratore – finita in carcere e un 24enne – altro amministratore – ai domiciliari e responsabili di una società di Lonato del Garda. Entrambi, secondo l’accusa, fanno parte di un’associazione a delinquere finalizzata all’emissione e all’utilizzo di fatture false, riciclaggio e violazione del Testo unico bancario. In base alla ricostruzione degli inquirenti, gli imprenditori italiani che sarebbero stati legati a questo sistema avrebbero effettuato dei bonifici all’estero verso conti correnti segnalati da un egiziano e poi il denaro riciclato con fatture false.

L’inchiesta si era collegata a quanto avvenne nel marzo del 2019 quando i due bresciani vennero fermati proprio a Lonato con migliaia di euro in contanti nelle proprie disponibilità. Soldi che sarebbero stati impiegati per acquistare in nero metalli ferrosi. Nell’ambito della stessa indagine le Fiamme Gialle hanno sequestrato più di 400 mila euro, verificati scambi di denaro per 2 milioni e trovato 193 conti correnti dove erano entrati fino a 96 milioni, oltre a soldi per fatture su operazioni inesistenti.

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